«LE SCUOLE DICHIARATE AGIBILI ED IN CLASSE A VANNO RIAPERTE»
Il rigurgito di dignità dell'Amministrazione Teramana è durato poco, il tempo dell'intervento risolutivo del Sig. D'Alfonso che, a quattr'occhi, ha spiegato ai Sindaci la posizione di un Governo che non ha avuto il buonsenso di intervenire e rispondere personalmente dopo le sparate della Commissione Grandi Rischi.
Tutto viene ridimensionato, le scuole sono sicure o meglio, le scuole dichiarate agibili dopo gli opportuni controlli vanno riaperte, le stesse scuole dichiarate agibili dopo i controlli del penultimo terremoto diventate poi inagibili con l'ultimo evento sismico.
Perchè l'agibile o il parzialmente agibile diventa inagibile e non da nessuna risposta alle sacrosante preoccupazioni della popolazione?
Tutto sta nella fondamentale differenza tra agibilità e vulnerabilità sismica.
I sopralluoghi nelle Scuole Teramane sono stati effettuati a verifica dello stato degli edifici che può essere stato modificato in seguito agli ultimi eventi sismici. In seguito ai sopralluoghi effettuati sembra sia stato confermata la buona tenuta di alcuni edifici che verranno riaperti come "Classe A". I sopralluoghi effettuati non vanno in nessun modo confusi con la vulnerabilità sismica che è ben altra cosa.
La vulnerabilità sismica è la natura di ciò che può essere ferito dai terremoti e sta ad indicare come reagiranno gli edifici alle future eventuali scosse (facciamo i debiti scongiuri). La vulnerabilità sismica di un edificio scolastico è una valutazione che considera il comportamento della struttura dalle fondazioni fino alla copertura superiore e anche la stabilità e sicurezza degli elementi non strutturali quali controsoffitti, impianti, corpi illuminanti, scaffalature, comignoli ecc. Il rischio va esaminato nello sua specificità non desumibile da sopralluoghi limitati all'agibilità. Il terremoto dell'Aquila avrebbe dovuto insegnare qualcosa e le numerosissime scosse successive avrebbero dovuto far capire alle Istituzioni che la sismicità in Abruzzo evolve in maniera preoccupante, ricordando ai Sindaci ciò che la legge prescrive e cioè che la verifica sismica deve accertare il livello di adeguatezza dell'opera rispetto agli standard definiti dalle norme tecniche vigenti (DM 14/01/2008) e non soltanto individuarne, attraverso la compilazione di schede parametriche informative, la tipologia costruttiva e le possibili vulnerabilità in modo qualitativo.
L'obbligo di sottoporre gli edifici scolastici alle verifiche di vulnerabilità è stabilito da un Ordinanza (OPCM 5274 del 2003) e si riferisce a tutti gli edifici presenti in zone sismiche a prescindere se il proprietario sia pubblico o privato perchè l'elemento trainante è la salvaguardia della vita umana. A questo punto, alla luce degli obblighi di Legge, a cosa serve effettuare una verifica, pur se eseguita da personale competente, che non dice niente sulla vulnerabilità sismica e quindi su come reagiranno gli edifici ad eventuali scosse future?
Come è stato giustamente detto in una delle ultime riunioni dell'illustre Sig. Sindaco di Teramo Dr. Brucchi con la cittadinanza, qual'è il limite per vedere applicata la Legge ed essere considerati sufficientemente sismici? Figli seppelliti sotto le macerie delle scuole? Nessun allarmismo particolare ma una giusta preoccupazione e i rappresentanti della politica Teramana rispondono in maniera poco chiara e tecnicamente errata.
I controlli eseguiti a livello visivo non hanno valore riguardo la protezione all'interno di tali strutture e i genitori hanno bisogno di concrete garanzie. Il terremoto non si ferma e allora che siano veloci e concrete le proposte dell'Amministrazione perchè, con tutto il rispetto, la semplice agibilità ve la ficcate in quel posto.
Distinti saluti
Giovanni Foschi