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Pasquale Iannetti, guida alpina scrive al Sindaco di Pietracamela, al Prefetto della Provincia di Teramo
, al Presidente della Provincia di Teramo
, al Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
e al Presidente dell’A.S.B.U.C di Pietracamela per prevenire il Fenomeno Valanghe ai Prati di Tivo di Pietracamela (Te) sulla S.P. n° 43 e sul Piazzale Amorocchi.
«Sono purtroppo costretto a riproporre una questione che mi vede impegnato già dagli anni ’70 e che portai all’attenzione delle medesime autorità in indirizzo, con una lettera datata 16 marzo 2002 - scrive Iannetti - Prati di Tivo, località del Comune di Pietracamela (Te), è una stazione turistica estiva ed invernale posta a 1.500 mt. s.l.m. che deve la sua spettacolarità al sovrastante gruppo montuoso del Gran Sasso, meta di appassionati frequentatori da tutto il mondo.
Sin dal 1965 la zona è dotata di alberghi, ristoranti ed impianti di risalita di prim’ordine.
Il problema che intendo continuare a sollevare è quello delle valanghe che oggi, alla luce degli ultimi tragici accadimenti di Rigopiano, assume un carattere assoluto di urgenza. È dal lontano 1979 che segnalo il rischio che si corre, le mie oggettive preoccupazioni sono suffragate da studi e sopralluoghi condotti sul campo e confermate da una cronologia di eventi disastrosi, che solo per una serie di fortunate combinazioni non si sono trasformati in tragedia, coinvolgendo anche persone.
Aprile 1929: Una valanga di proporzioni gigantesche arriva fino all’allora casetta della Forestale oggi Rifugio delle Guide.
7 aprile 1978: una valanga di proporzioni inusitate si staccava dalle pendici nord del Corno Piccolo e, incanalandosi nelle numerose incisioni del versante giungeva ad interessare una sciovia e la stazione a valle della seggiovia.
8 gennaio 1981: dalle stesse pendici si staccava una valanga che andava ad interessare la villetta di Pietro Paccanaro e la cabina di trasformazione dell’ENEL.
2 marzo 1984: nella tarda serata una nuova valanga si abbatteva sulla zona, arrivava a valle, sfondando gli infissi del bar della seggiovia e riempiendo di neve il locale.
3 marzo 1999: questa volta la valanga abbatte due piloni, la stazione intermedia e la biglietteria della seggiovia ed in più rovescia e trascina a valle due prefabbricati installati accanto alla cabina dell’Enel.
E’ cronaca di questi giorni che altre slavine hanno interessato la zona, il 18 gennaio ed il 4 febbraio scorsi e ieri. Ancora una volta si è evitata una tragedia perché, per una tanto criticata quanto provvidenziale ordinanza del sindaco, gli impianti di risalita e tutta la stazione erano chiusi.
Dopo i fenomeni del 1978 e del 1981 interminabili riunioni in Prefettura con tanto di proposte concrete e praticabili non hanno concluso nulla e fino ad oggi la zona resta sotto l’incubo delle valanghe. Gli interventi che sono stati fatti sul costone dell’Arapietra con paravalanghe e reti non sono assolutamente sufficienti e a queste strutture andrebbero aggiunti altri presidi come per esempio trincee di contenimento e scavi lungo i canaloni dove, una volta realizzati andrebbe ricostituito il manto erboso, reti e altri due CAZ.EX che metterebbero la località al riparo da seri rischi una volta per tutte.(Soluzioni queste indicate nella relazione del Cap. Renato Cresta nel 1983).
L’unica iniziativa valida ancora in corso è il monitoraggio quotidiano della Guida Alpina
Maurizio Felici, della Commissione Neve e Valanghe del Comune di Pietracamela.
Ma se chiudere Prati di Tivo d’inverno spesso è opportuno, pensare e realizzare una sua messa in sicurezza seria ed efficace E’ ASSOLUTAMENTE NECESSARIO e si può fare.
Alienare una località così bella ed importante non solo per i suoi abitanti, ma anche per gli operatori turistici, per gli addetti del settore e per tutti i suoi innumerevoli appassionati frequentatori, sarebbe imperdonabile. Un luogo unico nel suo genere, una vera perla dell’Italia Centrale non può e non deve essere depressa, ma, al contrario, deve essere custodita e valorizzata come merita per il bene di tutti.
Per completezza di informazione, faccio un elenco dei siti interessati da eventuali valanghe.
Parte del Piazzale Carlo Amorocchi
La cabina di trasformazione dell’ENEL
Il fabbricato della stazione di partenza della funivia ed il piazzale antistante.
Il fabbricato della vecchia stazione a valle della seggiovia e la Bottega del Parco.
Il Bar Prati di Tivo, dove sono ubicati: il pronto soccorso, la scuola di sci, i bagni pubblici e la rimessa dei battipista.
La seggiovia quadriposto del Calderotto
Un tratto della Strada Provinciale n. 43
Il Residence Prati di Tivo
Si fa presente che è in gioco l’incolumità dei residenti e dei turisti e pertanto superficialità e disattenzione non possono essere consentite né perdonate.
Troppo tempo è stato fatto passare senza prendere in seria considerazione il problema valanghe ai Prati di Tivo, parlo di decenni, e, dopo gli ultimi avvenimenti disastrosi, ora è arrivato il momento di fare qualcosa di concreto, che , con l’aiuto di tutti, è possibile e moralmente doveroso.
Fiduciosi in un esito positivo di questo appello, confido nell’intervento degli Enti e Organi competenti, affinché si attivino, creando i presupposti per la messa in opera di un progetto costruttivo ed efficace finalmente a tutela e a beneficio dei cittadini di questa bellissima, martoriata terra.