"DONNE", IL LIBRO DI PINO D'IGNAZIO SCOLPITO CON LE EMOZIONI
Giovedi 9 febbraio presentazione del libro “DONNE” di Pino D’Ignazio per la “Leonardo Nodari Editore”. Nella corte interna della Biblioteca di Teramo con l'Autore ne parlano i giornalisti Antonio D'Amore e Leo Nodari che è anche editore del libro.Un viaggio. Il libro di Pino D'Ignazio è un viaggio. E come ogni viaggio ha uno strumento e una méta. Questo però è un viaggio di molti viaggi e all'apparenza di molte méte, anche se poi sono molte che si fondono in una sorte unica. E sbaglierebbe chi volesse ricondurre il senso stesso del viaggio e della méta a quel "donne" del titolo. Perché le donne ci sono, certo, ma non sono né lo strumento, né la méta. Le donne sono il "mood" di tutto il libro, l'essenza stessa della narrazione, il distillato ispiratorio che filtra tra gli strumenti del viaggio, che sono le nuove tecnologie e la méta. che è l'emozione. Pino è un cantore dell'emozione, nei racconti di questa sua riuscita opera, si ridefiniscono i contorni di un'emozione fatta di tante diverse vibrazioni, ma in fondo sempre la stessa: l'emozione del vivere. Autobiografici o inventati, ispirati dalla realtà o del tutto figli della finzione, i racconti di Pino ci regalano lo spaccato autentico di un uomo che non ha paura delle proprie emozioni, anzi le affronta, le vive, le subisce, le domina. E non c'è emozione più degna di essere vissuta di quella che si declina al femminile. Le donne di Pino sono le muse del suo pantheon onirico, sono il centro vitale di tutta l'opera, ma non la dominano, non la sovrastano, perché è sempre e comunque Pino a scorrere tra le parole scritte e quelle evocate, tra le pagine e le righe. Tra l'emozione di chi scrive e quella di chi legge. Qualcuno ha scritto che, a tratti, il linguaggio di Pino si fa crudo, diretto. No, è solo vero. E' una finz07ione che non finge, perché le emozioni (e i grandi della letteratura che Pino richiama, come Bukowski e Hemingway), non hanno bisogno di costruzioni ulteriori. Devi solo raccontarle bene. E Pino, lo fa benissimo.