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Salve certastampa, qualche anno fa ho costituito un'associazione per sostenere e informare le ragazze con la sindrome di Roki (più alla lunga...Mayer Rokitansky Kuster Hauser ). Vorrei chiederti di pubblicare questa mia lettera affinché arrivino i ringraziamenti e le lodi alla mia terra e sperando che arrivi anche ai piani più alti.Proprio ieri sono stata a richiedere l'esenzione visto che dal Ministero della Salute abbiamo ricevuto una lettera dove c'è scritto il codice di esenzione in cui possiamo essere inserite. Un piccolo passo avanti nonostante non ci abbiano riconosciute come malattia rara. Ma va bene, per ora ovviamente! Il medico  è stato molto gentile e non ci ha pensato due volte a firmare quel pezzo di carta. Esenzione illimitata! Si è anche un po' "alterato" perché non l'ho richiesta prima. Ma cosa ne potevano sapere i miei genitori 21 anni fa?! Ha anche detto che quella lettera del Ministero non era fondamentale e che avrebbe comunque firmato quel foglio. Ecco! Sono felice di aver incontrato questo medico che, nonostante non conoscesse la Roki prima di incontrarmi, ha capito alla perfezione le varie problematiche a cui sono andata incontro e che devo aspettarmi in futuro. Vorrei ringraziare immensamente il medico per la simpatia con cui mi ha accolto e la professionalità umana con cui si è espresso nei miei confronti. Ma se avessi incontrato un medico che davanti alle mie carte avesse detto: "Ma lei non ha niente! Lei non ha assolutamente nulla! E' sanissima e non può in nessun modo rientrare in quella categoria" come mi sarei comportata? E se questo medico avesse stracciato davanti ai miei occhi il certificato che stava compilando? Cosa avrei fatto? Credo che in quel preciso istante mi sarei stata zitta e avrei accusato il colpo solo dopo essere uscita dal suo studio, una volta a casa. Ed è quello che è successo ad una Roki a Padova. Cosa cambia essere una Roki in Abruzzo? Dovrebbe essere per tutte uguale no? Effettivamente il dottore me lo ha detto: "E' a coscienza del medico da cui vanno, ma comunque è ovvio che ne avete il diritto" E invece no! In Veneto non è così! Mi sembra assurdo che in Italia una donna non riesca a farsi valere allo stesso modo ovunque si trovi. Sono orgogliosa di essere abruzzese e con la forza che ho nel cuore e nell'anima continuerò a combattere affinché ogni mia sorella possa essere trattata con dignità e amore. Grazie per avermi ascoltato. Maria Laura Catalogna