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schermata-2017-01-21-alle-20-24-59Ci ha provato ancora a difendersi il direttore dell'Enel anche a Roma. Se l’Abruzzo è rimasto per nove giorni senza energia elettrica a gennaio è colpa della neve, del ghiaccio e del terremoto che hanno fatto saltare a loro volta le giunzioni di alta tensione, interrotto la rete, creato disagi e provocati danni che tra diretti e indiretti devono essere ancora quantificati. Milioni di euro che Enel – azienda elettrica – conferma di voler rimborsare agli abruzzesi vittime del black out durante l’audizione davanti alla commissione Industria del Senato. Tre ore in cui il vertice Enel (E-distribuzione) è stato chiamato a spiegare perché mezzo Abruzzo è caduto nel buio e per quali motivi c’è rimasto per nove lunghi giorni durante i quali si è verificata anche la tragedia di Rigopiano. «La responsabilità non è solo nostra. Erano cento anni che non si verificavano nevicate così intense con 20 milioni di tonnellate di neve caduta in Abruzzo», ha detto il direttore Enel Italia, Carlo Tamburi, nel corso dell’audizione, «si è trattato del 30% in più della media degli ultimi 15 anni, quattro volte la media degli ultimi 15 anni nella sola provincia di Pescara. E nelle Marche c’è stato un impatto sovrapposta al terremoto». Poco prima dell’audizione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale la presidente di Enel, Maria Patrizia Grieco, con l’ad e dg, Francesco Starace. Il direttore Tamburi ha continuato a parlare mostrando grafici, snocciolando dati, leggendo titoli di giornali che riportano testimonianze sulle drammaticità di gennaio, come fece quando si precipitò a Teramo.  Ha indicato tante foto, raccolte in un dossier, che vedono strade sbarrate dalla neve, tecnici Enel che lavorano nella tormenta di notte, mezzi impantanati.  Cinquecento i mezzi di trasporto e predisposti oltre 11mila i pernottamenti per il solo personale di E-distribuzione.
Ma perché è successo? Come è potuto avvenire questo disastro? Nelle relazioni tecniche contenute nel dossier si fa riferimento ai manicotti dei quali si era già parlato durante la fase di emergenza. La neve di tipo farinoso, molto umida e quindi molto pesante, è andata ad incidere sulle linee aeree facendole piegare e in qualche caso crollare. Mentre il ghiaccio ha fatto sì che i manicotti si spaccassero. Interrompendo di fatto la rete. Tamburi si è soffermato della cabina elettrica andata in tilt a Civitella e di altre centraline. «Non voglio scaricare alcuna responsabilità. Noi ci prendiamo la nostra, ma occorre fare distinzione tra quelle nostre e quelle di Terna». Eppure Enel sostiene di aver investito nel periodo 2012-2016 circa 211 milioni di euro: 160 km di linee nuove, 70 km di linee ricostruite, 205 cabine secondarie, allacciamento di 10.400 produttori (270 MW), normale manutenzione e realizzazione di due Centri satellite.
I minuti di interruzione media sono passati da 55,4 per cliente a 44, contro l'obiettivo dell'Autorità fissato a 51,4. E oggi Terna e di nuovo Enel vengono ascoltate dalle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive.
Il sindaco di Giulianova intanto informa i cittadini che oltre allo sportello di e-distribuzione, possono fare riferimento ai seguenti canali di contatto: numero verde 800 08 55 77; sito www.e-distribuzione.it.
Dall’home page, cliccando sul link “Per qualsiasi richiesta” nella sezione dedicata all’emergenza neve, si potrà accedere alla pagina per le segnalazioni e compilare il form online; casella postale 5555 – 85100 Potenza; fax numero verde 800 046 674; PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.