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forlini2"Mi definiva il suo migliore amico, e io definivo lui il mio...". Comincia così, al telefono di certastampa.it, il ricordo che il patron della Coppa Interamnia, Gigi Montauti, dedica ad Antonio Forlini, scomparso nella notte, ucciso da una malattia devastante, la sla, contro la quale ha combattuto fino all'ultimo secondo della sua vita. Il ricordo di Montauti non è solo il ricordo di un amico, per quanto migliore, ma è il ricordo di una vita attraversata insieme. "Ci siamo conosciuti quando avevamo 8 anni - racconta Gigi - abitavamo nella zona di piazza Martiri Pennesi, siamo cresciuti insieme, anche condividendo la passione per lo sport: il basket, l'atletica, anche a livelli importanti, ma sempre insieme". E insieme decidono di portare l'handball a Teramo, prima con una squadra, poi con quella società che organizzerà la Coppa Interamnia. "Antonio era uno dei fondatori della Coppa, e una delle anime, sia delle manifestazione sportiva sia dei viaggi che, negli anni, ci hanno portato ad attraversare quattro continenti...era il nostro cerimoniere, era lui che accoglieva gli ospiti importanti, era lui che ci dava preziosi consigli, anche quando, ormai costretto a letto dalla malattia, ci faceva sentire la sua vicinanza". Dopo Giorgio Binchi, la Coppa perde un'altra delle sue figure storiche, ma la perde solo nel destino degli umani, perché in quello delle emozioni Antonio, come Giorgio, non lascerà mai la Coppa. Anzi, continuerà a seguirla e a volerle bene. Col piacere di potersi godere la parata affacciandosi dalle nuvole.   I funerali di Antonio Forlini saranno celebrati  domani alle 14 nella chiesa della Trasfigurazione della Cona. Camera ardente da stasera, nella stessa chiesa.