

"Domani (oggi) chiamerò
Paolo Gatti per chiedergli di pranzare insieme e valutare possibili alleanze, per Teramo, per la Provincia, per la Regione. Il mio obiettivo è l'interesse della città, non le poltrone. Gli alleati me li scelgo e non li subisco. Nel Partito democratico possono essere contenti del risultato”.
Lo scrive in una nota (indirizzata sempre a chi pare a lui)
Gianluca Pomante, il consigliere comunale arancione, dopo che il sindaco di Teramo,
Maurizio Brucchi, ha chiesto al presidente
Milton Di Sabatino, la concessione di un rinvio del Consiglio comunale da lunedì 27 novembre a giovedì 7 dicembre.
“Di straordinario, quel Consiglio comunale a Teramo convocato per il 27 novembre 2017, aveva solo la paura che il sottoscritto potesse portare a termine l'operazione delle dimissioni dal notaio. Queste erano le ragioni di 'eccezionale gravità ed urgenza' che giustificavano l'iniziativa del sindaco, mai terrorizzato dall'idea di poter andare a casa come in questi giorni”.
“Disinnescata l'iniziativa per merito di un'opposizione che, pur di far dispetto al sottoscritto, preferisce lasciare il sindaco al suo posto - polemizza Pomante - è servito il contro-biscottone al PD e all'opposizione tutta. Si torna alla gestione ordinaria e Teramo continua la sua lenta agonia”.
“Questa opposizione - prosegue - dovrebbe leggere L'arte della guerra di Sun Tsu ed apprendere alcuni principi elementari di strategia: 1) quando sei in condizioni di inferiorità numerica devi attaccare il nemico quando è diviso; 2) non dare al nemico il tempo di organizzarsi. Avrebbe compreso che la soluzione notarile era la migliore, la più rapida, la più efficace, quella che avrebbe consentito di mandare il sindaco a casa, da comune cittadino, a riflettere sui suoi errori”.
“Invece no - dice ancora Pomante - I fini strateghi hanno preferito cedergli la mano, fargli condurre il gioco, dargli il tempo di rilanciare e riorganizzarsi. Ed eccoci nuovamente allo stallo, con i consiglieri di maggioranza che difficilmente accetteranno un altro invito. Per questa opposizione meglio il manuale delle giovani marmotte”.
Quanto ai rapporti con il Partito democratico “e i suoi sostenitori, ormai pochi, che continuano a cercare di far divenire la menzogna una mezza verità, a furia di urlarla, credo non ci sia più nulla da dire. Dopo lo sgarro di Roseto, dopo l'opposizione a Nugnes in Provincia, dopo l'ambiguità in Regione Abruzzo, dopo la maleducazione in conferenza stampa, dopo questo ennesimo voltafaccia, con Abruzzo Civico e con me, la partita ritengo sia definitivamente chiusa”, afferma quindi il consigliere comunale.
“Per quanto mi riguarda, visto che ci tengono tanto, domani (sermpre oggi per chi legge) chiamerò
Paolo Gatti per chiedergli di pranzare insieme e valutare possibili alleanze, per Teramo, per la Provincia, per la Regione. Il mio obiettivo è l'interesse della città, non le poltrone. Gli alleati me li scelgo e non li subisco. Nel Partito democratico possono essere contenti del risultato”, conclude la nota inviata ad una parte della stampa.
Insomma dopo essersi alleato con vari consiglieri comunali a Teramo ora è la volta di Gatti con il quale l'onorevole Giulio Sottanelli ha da tempo stretto promesse e alleanze in Abruzzo insieme a Futuro In. Ed oggi l'ufficializzazione dell'operazione politica verso al costituzione di un gruppo civico ampio. Ci sarà anche Gerosolimo a chiudere il cerchio di Gatti?