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Tanto tuonò…che spiovve. Giunti quasi alla fine della fiera, perché è una fiera dell’inutilità politica quella alla quale stiamo assistendo, il consigliere arancione Gianluca Pomante fa il grande passo. Lui, che si era candidato Sindaco contro la Teramo di Tancredi&Gatti&DiDalmazio&Chiodi&Morra; lui che si era battuto contro questo potere che aveva ingessato la politica cittadina; lui che sognava una smart city delle idee e delle persone….si allea con Paolo Gatti. Cioè con la massima espressione del potere cittadino. E lo fa addirittura di sua iniziativa, quale coordinatore regionale di Abruzzo Civico (un partito del quale non dovreste preoccuparvi neanche di imparare a riconoscere il logo, perché siamo convinti che scomparirà alle prossime elezioni). “… chiamerò Paolo Gatti per chiedergli di pranzare insieme e valutare possibili alleanze, per Teramo, per la Provincia, per la Regione. Il mio obiettivo è l’interesse della città, non le poltrone. Gli alleati me li scelgo e non li subisco….” Scrive Pomante. Ora, facciamo finta di non sapere che l’accordo tra Gatti e Sottanelli è già stato fatto, e interpretiamo le parole di Pomante. “Possibili alleanze per Teramo, per la Provincia, per la Regione…” dice l’arancionico e sottolinea “…io gli alleati me li scelgo, non li subisco…”. ME LI SCELGO? Su Pomante, su…da bravo, almeno non ci prenda per …ingenui. Che lei si possa scegliere Gatti, ovvero che un partito inesistente in Consiglio possa scegliersi quale alleato il partito più forte della maggioranza…sarebbe come dire che Malta si sceglie come alleato la Cina. Non s’illuda, Pomante, comprendiamo umanamente il tentativo di vestire di dignità politica un’imposizione, ma le cose vanno raccontate per quello che sono. E sono queste, le facciamo uno schemino a futura memoria: 1 - Sottanelli ha bisogno di un collegio per candidarsi, e sa di non avere alcuna forza “propria” di ottenerlo, se non in una logica di coalizione 2 - Visto quello che è successo ad Ostia, Sottanelli sa che la “giocata” deve passare per il Centrodestra 3 - L’unico centrodestra che può passargli voti è quello gattiano, perché Gatti punta ad un seggio nel maggioritario teramano, sulla costa avrebbe preferenze da riassegnare 4 - Sottanelli non ha voti da portare a Gatti, e neanche Pomante, quindi devono sottoscrivere l’alleanza recando in dono qualcosa… 5 - Quel qualcosa è il Comune di Teramo. Ecco perché all’improvviso, colto da folgorazione, Pomante si è fatto promotore di iniziative, petizioni, notai, appelli, documenti, comunicati stampa… deve far cadere il Comune e prendersene parte del merito. Ne va del futuro di Sottanelli in Parlamento e del suo…perché, alla fine della fiera (vedi sopra), una candidaturina alla Regione per l’arancione gattizzato volete che non ci scappi? Scrive ancora Pomante, bacchettando i “cattivoni” del Pd che non gli hanno fatto riuscire la giocata, smascherando il gioco pro-Gatti al punto da costringere Pomante a rivelarlo: “Questa opposizione dovrebbe leggere L’arte della guerra di Sun Tsu ed apprendere alcuni principi elementari di strategia: 1) quando sei in condizioni di inferiorità numerica devi attaccare il nemico quando è diviso; 2) non dare al nemico il tempo di organizzarsi….” In realtà, Pomante, più che Sun Tzu sembra aver letto Caio Giulio Cesare: “Se non puoi battere un nemico, fattelo amico…”, ma a ben guardare non serve scomodare strateghi del passato, perché quello che stiamo leggendo tutti insieme è molto meno nobile di un trattato di filosofia della guerra o di un racconto imperiale. Quello che ci stanno offrendo è semplicemente un listino. Di poltrone & poltrone. Coi saldi. Ma questo ovviamente non riguarda Pomante. "Il mio obiettivo è l’interesse della città, non le poltrone" dice lui, e intanto da candidato sindaco antipotere finisce a cercare di allearsi col potere più potente. Coerente, no?