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Ci ha ripensato Gianguido D'Alberto e si sono convinti anche quelli del Pd, se è vero come è vero che ieri, Francesca Di Timoteo con Ilaria De Sanctis e Antonio Filipponi con Maria Rita Santone di "Teramo cambia", ma anche Maria Cristina Marrone di "Teramo 3.0"  che una settimana fa avevano declinato l'invito di Gianluca Pomante a presentarsi dal notaio per sottoscrivere le dimissioni e contribuire al raggiungimento della quota minima delle 17 firme per far cadere l'amministrazione, oggi si vedranno dopo la commissione consiliare all'Arca per decidere ora e luogo dove andare a firmare per mandare a casa Brucchi. Deteminatissimi anche Pomante con Berardini (quest'ultimo ha preso parte all'incontro telefonico preliminare di ieri e che proseguirà oggi in tarda mattinata). Anche Verna è entusiasta adesso di mandare a casa il Sindaco e ieri sera è tornato a Teramo anche Alberto Melarangelo. L'unica che si è sfilata dalla minoranza è solo e sempre la Cardelli. Quel rinvio di dieci giorni della seduta straordinaria convocata dal sindaco Maurizio Brucchi, per dare il tempo ai suoi fedelissimi di stilare l'ennesimo documento programmatico che rimetta insieme i pezzi della maggioranza garantendo l'arrivo della consiliatura alla scadenza naturale del mandato nella primavera 2019, non è piaciuto ed ora si è deciso che al massimo per i primi giorni della prossima settimana e comunque prima del consiglio comunale del 7 dicembre bisogna mandare l'Amministrazione a casa. Insomma D'Alberto si è svegliato ed ha dato il colpo di coda che mancava alla ricerca dei numeri dopo aver passato una mattinata a non rispondere al telefono e, per un candidato sindaco come lui ambisce di essere, questo suo eterno conflitto telefonico non depone a suo favore. In attesa per firmare anche i due dalmati: Campana e Puglia che ieri non hanno preso parte al balletto di telefonate ma che ad un "fischio" andranno dal notaio/vice segretario Cupaiolo (non si ancora con certezza). La minoranza si è dunque svegliata e vuole  estendere ad ex alleati della maggioranza e soprattutto a "Futuro in" la loro proposta perchè qui pare che sia ancora una questione di "cappello" per chi parte prima con l'iniziativa. La lista civica che fa capo a Paolo Gatti ha confermato la disponibilità a tornare dal notaio e ad "accodarsi" non appena tutti quelli della minoranza si mettano d'accordo e sembra proprio che stavolta ci siamo.  Ora si fisserà un nuovo appuntamento dal notaio, ma non c'è ancora nulla di definito ancora, e c'è anche chi vorrebbe recarsi in comune dal dirigente Cupaiolo che ha in mano la segreteria adesso per dimettersi in massa visto che la segretaria comunale è in ferie a New York e dal primo gennaio andrà in pensione.