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lavoro 768x197Sono 32.280 i rapporti di lavoro che le imprese abruzzesi prevedono di avviare tra aprile e giugno 2018, dei quali quasi 9mila nel mese di aprile. Di questi ultimi quasi uno su quattro sarà un contratto stabile a tempo indeterminato o di apprendistato, percentuale poco inferiore a quella italiana (24% rispetto a 25%). La richiesta di lavoratori per il trimestre premia la provincia di Teramo (10.400 pari al 32,2% del totale regionale) mentre quella per il solo mese di aprile fa emergere la provincia di Chieti (2.440 pari al 27,5%). E’ quanto emerge dalle analisi che il CRESA ha svolto sul Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, sulla base delle entrate previste dalle imprese dell’industria e dei servizi nel secondo trimestre 2018.

I lavoratori abruzzesi richiesti per il mese di aprile saranno giovani con meno di 30 anni nel 37,2% dei casi (superiore al 34% italiano), per un totale di quasi 3.300 contratti. A livello territoriale spicca la provincia di Teramo (41%) mentre a L’Aquila sarà dieci punti percentuali in meno (31%).

Le imprese abruzzesi si aspettano di avere più frequenti difficoltà di reperimento di candidati idonei rispetto a quelle italiane (23% dei casi rispetto al 21%). In particolare, le maggiori difficoltà saranno relative a operati specializzati (nel settore chimico, metalmeccanico e del legno e carta), a tecnici informatici e a ingegneri e progettisti. Nelle province di Teramo e Chieti si prevedono difficoltà di reperimento per un contratto su quattro (25%) mentre in quelle di Pescara e L’Aquila le difficoltà saranno meno diffuse della media regionale (rispettivamente 19% e 22%).

In Abruzzo il 13% dei nuovi contratti riguarderà professioni high skill, rispetto al 17% previsto in Italia. Tra le province emergono in negativo Teramo e Chieti (9% e 10%) rispetto a Pescara e L’Aquila (18% e 17%). Tali risultati vengono confermati anche dai dati relativi alle assunzioni di laureati che nella regione costituiranno solo l’8% del totale, rispetto al 10,6% italiano. Anche in questo caso la richiesta di laureati risulta superiore alla media regionale a Pescara (11%) e inferiore a Teramo e Chieti (rispettivamente 5% e 6%).

Le assunzioni programmate in Abruzzo riguarderanno più le attività di servizio rispetto a quelle industriali. Tra le prime prevalgono i servizi alle imprese (1.820 nuovi contratti dei quali 330 per i servizi di tipo avanzato) seguiti dalle attività di alloggio e ristorazione (1.550 assunzioni delle quali più di un terzo nella provincia di Teramo), il commercio (1.370 di cui poco meno di un terzo nella provincia di Chieti) e i servizi alle persone (910). Tra le attività industriali 2.130 assunzioni saranno effettuate dalle attività manifatturiere (delle quali 290 e 230 da imprese alimentari e tessili teramane e 210 da quelle meccaniche della provincia di Chieti) e 1.070 dalle imprese di costruzione, delle quali 410 nella provincia dell’Aquila.

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