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alfonsomarcozziGrazie sig. Procuratore e sig.ri Magistrati per aver finalmente messo le mani, a fronte di una segnalazione forse di poco conto, su un problema vecchio e noto sin dalla realizzazione del traforo del Gran Sasso e dei successivi laboratori IFN.
Grazie ADP (Autostrade Dei Parchi) per la nota di chiusura del traforo a far data 19 maggio 2019.
Grazie perché finalmente un territorio ha preso coscienza del reale problema; presa di coscienza che da anni apparteneva solo a qualche associazione che di fatto si è prodigata a tenere alta l’attenzione sul problema vista la totale assenza, nella sostanza, non nelle chiacchiere, della classe politica e dirigenziale dei diversi soggetti facenti parte dell’importante problema (Regione, Istituzioni locali, Ruzzo, IFN, ADP).
La parola chiave era ed è il sistema Gran Sasso, un sistema complesso, molto studiato ma poco conosciuto, poco coordinato o assolutamente scoordinato; quel sistema che riempiva e riempie la bocca di tutti ma restava e resta tale, un sistema da chiacchierare, da progettare a più mani o sempre in mano alle stesse mani, interventi definiti sulla carta ma non realizzati o se realizzati con qualche lacuna esecutiva.
La confusione che ha regnato e continua a perseverare è sintetizzata nella delibera di giunta regionale n. 220 del 29 aprile 2019. Basta leggerla velocemente, legarla con la DGR n. 33 del 25 gennaio 2019, per comprendere il tempo perso per produrre alcunché. I documenti allegati alla DGR n. 33/2019 e pubblici https://www.regione.abruzzo.it/content/sicurezza-bacino-idrico-del-gran-sasso (unico aspetto interessante), quelli della commissione istituita (per cosa?), le proposte progettuali fatte sempre dalle stesse mani di cui sopra, incarichi progettuali per le stesse finalità affidati a soggetti diversi (un modo corretto di spendere denaro pubblico) sono la ciliegina sulla torta per comprendere come si è perso tempo per produrre il nulla. Certo, qualche intervento tampone è stato fatto; ci si chiede: per fare ciò, occorreva una commissione? servivano alcuni parametri leggermente fuori norma rilevati? Oppure soggetti responsabili e facenti parte del problema avrebbero comunque dovuto intervenire? L’aspetto veramente innovativo e rivoluzionario contenuto nella DGR 33 è il protocollo di comunicazione tra i diversi soggetti parte del problema; certo come suol dirsi la mano sinistra non conosceva gli intendimenti della mano destra. I posteri, sperando di poter continuare a consumare il bene prezioso dell’acqua, avranno da che valutare il nostro fare ridicolo e pericoloso.
Orbene oggi questo territorio si sta svegliando dal torpore (accade solo quando si tocca la saccoccia!); speriamo che sia una presa di coscienza seria e non passeggera, speriamo che finalmente si crei, una volta per sempre, un sistema delle conoscenze non nelle mani di alcuni, ma disponibile ai molti e integrato tra i soggetti parte del problema, speriamo che la soluzione commissario non porti a risultati passati già noti e che in prima istanza, qualora nominato, si preoccupi di creare un sistema delle conoscenze su cui innescare un processo progettuale ed esecutivo e soprattutto una fase di realizzazione monitorata in real time. Comunque i tempi sono lunghi.
Oggi come API (Associazione Piccole e medie Imprese della provincia di Teramo) ci associamo alla “moda” della comunicazione per dire che ci siamo anche noi, saremo presenti alla manifestazione indetta dal Sindaco di Teramo per venerdi’ prossimo e, per quanto possibile, saremo vigili affinché non si continui a rincorrere gli errori commessi nel passato.

Presidente API
Ing. Alfonso Marcozzi

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