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Il Comitato Provinciale di Teramo dell’ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia con il patrocinio della Provincia di Teramo (Medaglia d’Oro della Resistenza), dei Comuni di Teramo, di Rocca S.Maria  di Valle Castellana e di Torricella Sicura, del Consorzio B.I.M., della CGIL di Teramo e dell’Associazione “Teramo Nostra” ha celebrato il 76° anniversario della battaglia di Bosco Martese presso il piazzale del Ceppo.

Oggi è stato inaugurato il “Sentiero della Libertà “ su iniziativa del Parco Gran Sasso Monti della Laga alla presenza dell’on. Giovanni Legnini Commissario alla ricostruzione Sisma. Non sono state registrate polemiche o problemi durante le celebrazioni come sembrava potesse accadere in un primo momento, per la presenza di alcuni esponenti politici di centrodestra.

Antonio Topitti presidente provinciale dell'Anpi a tal proposito dichiara:  Fare queste cerimonie commemorative non è affatto retorica, celebrare la prima battaglia campale della Resistenza Italiana, commemorare le vittime e rendere gli onori ai Partigiani combattenti, è mantenere alto i valori della Resistenza nella continuità del nostro sistema democratico».

L' ANPI Provinciale rimanda al mittente le accuse perché faziose e strumentali poste in essere da chi in concreto non ha fatto mai nulla per rinnovare nel presente la Lotta Partigiana» . Presenti alla cerimonia il vice sindaco di Rocca Santa Maria, il presidente del Parco Gran Sasso e Monti della Laga, il segretario provinciale della Cgil Giovanni Timoteo, Antonio Franchi con il presidente provinciale Antonio Topitti, il presidente del consiglio comunale con il sindaco di Teramo Alberto Melarangelo e Gianguido D'Alberto, l'on. Giovanni Legnini che ha inaugurato il sentiero della Resistenza.

La Storia.

Il combattimento di Bosco Martese fu definito da Ferruccio Parri la «prima nostra battaglia in campo aperto» a cui «tutti i resistenti italiani rendono onore». Nonostante questo riconoscimento, nel suo 75° anniversario in molti ancora ignorano cosa sia accaduto. Anche nel dibattito pubblico nazionale la battaglia continua a essere dimenticata. Eppure fu uno dei pochissimi scontri, all'indomani dell'armistizio, che vide le forze partigiane sconfiggere le truppe tedesche. Oltre l'aspetto epico, a renderla unica furono anche le circostanze che portarono centinaia di civili teramani, antifascisti, soldati italiani, prigionieri di guerra e internati stranieri a prendere parte alla battaglia. Questo fu di fatto uno dei primi esempi, sul suolo nazionale, di quell'unità d'intenti internazionale indirizzata a liberare l'Italia e l'Europa dal nazifascismo.
La battaglia si svolse nella località che si trova a circa 30 chilometri da Teramo, sui Monti della Laga. Questo luogo in dialetto è conosciuto come Ceppo. Si racconta che questo nome derivi dalla presenza di un tronco di un colossale albero che, malgrado un fulmine ne avesse incenerito i rami, per anni era rimasto in piedi. Cosa spinse, nel settembre del 1943, centinaia di teramani a raggiungere questo luogo a oltre mille metri di altitudine per combattere i tedeschi? Sicuramente una parte di essi, la più politicizzata, fu indirizzata dal "Comitato insurrezionale" che si era costituito a Teramo dopo l'8 settembre. Capeggiato dal medico antifascista Mario Capuani, alle sue riunioni parteciparono diversi antifascisti teramani. Tra i più attivi i comunisti guidati da Ercole Vincenzo Orsini e gli azionisti. Nei loro incontri, pur con diverse visioni, cercarono di pianificare come riorganizzare le forze disponibili per difendersi da un eventuale attacco dei tedeschi alla città, fino alla decisione del 21 settembre di concentrarsi al Ceppo.

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