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LuigigroNon era un uomo. Era un simbolo. Nominarlo, significava raccontare la storia di una Teramo particolare, quella che ha attraversato la storia... su due ruote. Perché le biciclette, per intere generazioni di teramani, potevano avere anche mille nomi... ma di cognome facevano sempre Grossi. Luigi "-Gino" Grossi era la bicicletta. Era l'odore dei sellìni nuovi, il morbido appoggio delle manopole, il musicale scorrere di una catena, l'incastro perfetto del cambio che disegna una strada. Era il metallo vivo dei telai... era la forza eterna di una dinamo. Era la bicicletta. Per tutti. Luigi Grossi, nel cuore di una notte senza stelle, ha inforcato la sua ultima bicicletta e se ne è andato. Dopo una breve malattia. Il suo cognome è anche la memoria della storica attività commerciale legata al mondo del ciclismo. Nata da una idea del bisnonno sin dal 1892 e portata avanti da Luigi fino a diventare negli anni 60,70 e 80 un simbolo della città che lavora. Quella stessa attività che, nel suo ultimo passaggio in città, Luigi Grossi è andato a salutare, scortato da amici in bicicletta. I funerali, infatti, si sono svolti oggi nella Chiesa di SantAntonio.

Terminata la sua attività lavorativa si era dedicato alla famiglia senza però dimenticare la sua passione per le due ruote. Sarà triste non vederlo più con la sua bicicletta lungo le vie del centro storico, un altro pezzo di storia cittadina che ci lascia per sempre. Di lui conserveremo, oltre allo splendido ricordo di una persona gentile e preparata , la memoria di un teramano di altri tempi. Vicino a lui fino alla fine la splendida famiglia, la moglie Teresa, lamatissima Anna, le nipotine Elisabetta e Francesca ed il genero Francesco che, insieme a tutto il personale dellospedale di Teramo, lo hanno accompagnato nellultimo viaggio.

Grossifere

 

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