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Dieci miliardi, proprio quelli sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto del Recovery fund, che in teoria «ballano» nella manovra 2021, rischiando di arrivare ben più tardi che a inizio anno, come riferiscono autorevoli fonti Ue. Nulla che rimetta in discussione l'impianto della legge di bilancio, visto che l'ampia disponibilità di cassa fa sì che al Tesoro - dove comunque auspicano che si risolva presto il braccio di ferro fra Europarlamento e Consiglio Ue che tiene in stallo gli aiuti - si possa essere tranquilli in caso di esborso più avanti nel corso dell'anno. Ma un segnale di difficoltà nella risposta europea allo shock pandemico, proprio quando la crescita torna a vacillare sotto la pressione dei contagi. E che riattizza l'opposizione, rischia di intrecciarsi con lo scontro politico sull'utilizzo del Mes, e arriva mentre la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, annuncia che i primi Paesi a ricevere il sostegno del fondo Sure «saranno Italia, Spagna e Polonia. Sono stati colpiti duramente dalla crisi. Il denaro arriverà rapidamente. Siamo con voi». L'Italia mette dunque al sicuro la sua quota (oltre 27 miliardi complessivi, la maggiore fra i Pesi Ue) dei 100 miliardi del prestito Sure, la cassa integrazione finanziata dall'Unione europea. E il Tesoro incassa la fiducia degli investitori con un'asta del Btp trentennale con domanda record, ben 90 miliardi contro otto offerti.

Di recovery fund si è parlato nella prima puntata del rotocalco Rebus in onda su R 115. In studio l'ingegner Franco Iachini (Gruppo Infosat) e il presidente della Fondazione Tercas: Tiziana Di Sante. In collegamento l'assessore regionale Guido Quintino Liris.

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