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Archiviata la fase elettorale, è arrivato il tempo delle consultazioni sia per il governatore Luciano D’Alfonso che per i sindaci neoeletti, al fine di concordare con gli alleati le composizioni delle Giunte di governo locale.   È noto che la costituenda Giunta comunale di Teramo sarà composta da un massimo di otto o di nove assessori (dei quali cinque saranno uomini e tre o quattro saranno donne per via della norma che impone che il 40% della Giunta sia composto da quote rosa). Lo scrive in una nota Cristina Marrone, consigliere comunale lista Finalmente Pomante.   A tale proposito Manola Di Pasquale ha già auspicato una “riduzione degli assessori a non più di cinque; una scelta che porterebbe ad una consistente riduzione di costi della pubblica amministrazione a beneficio di tutta la cittadinanza. Una scelta anche etica, se vogliamo, visto che molte voci del bilancio sono prive di finanziamento e che la pressione tributaria è una tra le più alte d’Italia”.   In effetti il suggerimento potrebbe non apparire incongruo, soprattutto ove si consideri che la Regione Abruzzo sta vivendo proprio in questi giorni la transizione dai dieci assessorati della Giunta Chiodi ai sei assessorati della nuova Giunta D’Alfonso, in ragione della riduzione operata dalla recente normativa (e pensare che il Comune di Teramo abbia più assessori dell’intera Regione appare quantomeno anomalo).   Ma la sottoscritta crede opportuno avanzare un suggerimento di diverso tenore che apporterebbe solo vantaggi a beneficio di tutta la cittadinanza.   Mi riferisco all’esempio tracciato dal riconfermato sindaco di Giulianova, l’Avvocato Francesco Mastromauro, il quale ha prima dichiarato in campagna elettorale di impegnarsi a costituire un Fondo di solidarietà sociale che verrà alimentato con il dimezzamento delle indennità del sindaco e degli assessori”; subito dopo la vittoria al ballottaggio ha confermato che “il primo atto da sindaco sarà quello di dimezzare le indennità degli amministratori ed aiutare i bisognosi”; infine ha encomiabilmente ribadito durante le consultazioni che “ogni assessore, in ogni caso, dovrà rispettare due linee guida fondamentali. La prima è che dovrà essere disponibile a tempo pieno per il ruolo di assessore, la seconda è la disponibilità a dimezzare l’indennità, come ha già fatto il sindaco, per far confluire quelle risorse in un fondo di solidarietà per il sociale”, prosegue la Marrone.   Nell’esprimere vivo compiacimento per le dichiarazioni di Mastromauro (cui dovranno far seguito i fatti) e nel condividere anche la presa di posizione sulla necessità che gli assessori si impegnino a tempo pieno nel loro ruolo, auspico che anche Brucchi addivenga alle medesime conclusioni pretendendo da se stesso e dall’intera sua Giunta un impegno integrale al servizio di una città come Teramo che ne ha drammaticamente bisogno.   Quanto al numero degli assessori, mi permetto di consigliare a Brucchi il varo di una Giunta con nove componenti e il contestuale dimezzamento delle indennità assessorili. Ciò consentirebbe:   1) la possibilità di poter avere il maggior numero di professionalità e di capacità in servizio permanente effettivo per il bene di Teramo;   2) una consistente riduzione di costi della pubblica amministrazione, addirittura maggiore di quanto auspicato da Manola Di Pasquale, perché in tal modo si corrisponderebbero solo quattro stipendi e mezzo in luogo dei cinque stipendi interi suggeriti dal PD;   3) la minimizzazione dei costi e la massimizzazione delle prestazioni, delle disponibilità e dei benefici (primo fra i quali quello di fornire un aiuto minimo, ma simbolico, ai bisognosi tramite l’istituzione di un Fondo di solidarietà sociale alimentato con i quattro stipendi e mezzo non più eventualmente erogati agli assessori per effetto del dimezzamento delle loro indennità), chiude la Marrone.     

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