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Sul palcoscenico questa volta sale la Scienza. Ed ecco che il big bang si spiega con la bolla di chewing gum, l'elettromagnetismo con un palloncino che, sfregato su un maglioncino di pile, attrae a sé una scatola di metallo. Il tutto avvolto in una scenografia essenziale, con il buio squarciato da fasci luminosi. Al centro una maxi pentola, stile strega di Biancaneve, dove girano in modo simbolicamente vorticoso i pensieri, interpretati da due mimi, e dove si accumulano i saperi che di volta in volta vengono sciorinati dal protagonista. Il tutto accompagnato da una effervescente e accattivante musica balcanica eseguita dal vivo dal gruppo dei Loskitanos. Questi gli ingredienti dello spettacolo 'La Scienza in valigia', che è partito da Atri  per il suo tour invernale e che sabato, 8 novembre, alle ore 21:00 approda al teatro parrocchiale di Roncegno Terme (Trento). Lo scopo quello di diffondere al più vasto pubblico possibile il significato delle grandi parole che stanno alla base della conoscenza scientifica, dal big bang, appunto, alla comunicazione via Twitter e Facebook. A tenere insieme i fili dello spettacolo è uno scienziato in carne ed ossa che si cala nelle vesti di attore-divulgatore, che parla al pubblico in maniera diretta, usa il linguaggio comune, legge poesie e canta canzoni coniate ad hoc per raggiungere l'obiettivo. Una di queste è dedicata a Houdini, e con un assolo di chitarra si introduce all'argomento tra scienza e magia. "Non si applaude solo ai reality, ma anche alla scienza", ha detto dal palcoscenico l'esperto in analisi delle reti, Marco Santarelli, associato di ricerca per enti internazionali e direttore Ricerca&Sviluppo di Network, ideatore e protagonista dello spettacolo. A realizzare gli esperimenti in diretta nella tappa di Atri l'educatore ambientale ed esperto in didattica delle tecnologie e tecnologie applicate in allestimenti museali, Ennio Pepe che, parlando ironicamente delle maniche corte del camice che gli viene fatto indossare in scena, lancia una 'stoccata' ai fondi per la ricerca, "corti come queste maniche". A fare la parte dei due mimi sono le attrici Margherita Di Marco e Alessandra Zancocchia, le quali nella rappresentazione mimano i pensieri del protagonista e che, nel loro tentativo di dare ordine, sono invece ingarbugliati e diventano simbolo del caos. Il gruppo di musica balcanica è composto invece da Eliana Blasi (Trumpet), Giovanni Candeloro (Trumpet), Alessandro Chiodi (drums), Giulio Di Furia (Keyboards), Luigi Di Marco (sax). teatro

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