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La seduta di ieri pomeriggio del Consiglio comunale di Teramo, vietata a telecamere e fotografi, ha scatenato la reazione del presidente regionale dell'Ordine dei giornalisti, Stefano Pallotta, che ha definito "insensata" e "frutto di interpretazione elementare di un regolamento altrettanto insensato", la decisione del presidente del Consiglio comunale di Teramo, di bloccare "la ripresa streaming della seduta di consiglio comunale e di allontanare dall'aula colleghi di altre televisioni, con la motivazione che tali sedute possono essere riprese da una sola emittente". "Le sedute del consiglio comunale - spiega Pallotta - rivestono carattere di interesse pubblico e come tali vanno divulgate con ogni mezzo e con ogni strumento di comunicazione. Tali sedute non possono essere trattate alla stregua dei diritti televisivi come le partite di calcio che sono spettacolo e non politica nell'accezione più nobile di questo termine". Il presidente dell'Odg abruzzese, rivolge un appello al sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, "per mettere fine a questa insensatezza e restituire alla cittadinanza la pubblicità più totale alle sedute del consiglio comunale". Di seguito la dichiarazione del Sindaco Maurizio Brucchi: "Intendo pubblicamente scusarmi per l'episodio verificatosi ieri, a margine della seduta consiliare, che è con evidenza frutto di un malinteso. Basta appena ricordare, a sostegno di ciò, che abbiamo fatto della trasparenza e della libertà di partecipazione alle sedute consiliari, non solo principi continuamente ribaditi, ma anche fisicamente riscontrabili". A intervenire sul consiglio comunale di ieri pomeriggio, vietato a telecamere e fotografi, è il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi. "L'Ufficio stampa dell'ente comunica, anche con ripetuti passaggi - spiega il sindaco - ogni data di convocazione del Consiglio, aggiungendo ovviamente l'ordine del giorno ed inserendo tale informazione sul sito istituzionale; nell'aula abbiamo riservato postazioni fisse proprio agli organi di informazione; infine, abbiamo espletato una gara tra le emittenti televisive del territorio per la ripresa integrale delle sedute stesse, la quale viene poi trasmessa anche con repliche". Secondo Brucchi "appare pertanto perlomeno ingeneroso l'atteggiamento di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, i quali, anche a dispetto delle disposizioni del Regolamento, esigono di fare riprese o foto con cellulari, in dispregio non solo di norme che il Consiglio si è già date, ma anche di regole di civile comportamento, che dovrebbero invece essere alla base di chiunque pretenda di rappresentare la pubblica opinione". "È evidente, d'altronde - aggiunge - che prevedendo l'esito di tale atteggiamento, lo scopo è quello di sollevare fumo, ingenerando 'casi' che sono inesistenti ed impegnando energie che andrebbero spese per cause più degne". "Ai giornalisti che sono stati allontanati - sottolinea Brucchi - manifestiamo il nostro profondo dispiacere e confermiamo il nostro assoluto, e verificabile, rispetto per il diritto di cronaca. Scusandoci ancora, ci permettiamo di invitarli, con la stessa franchezza che detta questa nota, a ravvisare con maggior discernimento nell'assoluta libertà d'opinione, gli atteggiamenti di chi si arroga il diritto di agire per il bene pubblico".  

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