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Eccolo il decreto n.10 dell'11 febbraio 2015, con cui il commissario ad acta della sanità abruzzese, il governatore Luciano D'Alfonso, "riorganizza i punti nascita della Regione". Il decreto annunciato e contestato, in primis dalla comunità della città ducale, disciplina di fatto la chiusura del punto nascita di Atri. Chiusura che, stando a quanto appreso, arriverà nel giro di sette-otto mesi al massimo. Il decreto era particolarmente atteso dall'amministrazione comunale di Atri guidata dal sindaco Gabriele Astolfi che, una volta letto l'atto (pubblicato sul sito della Regione alle ore 18 di ieri) ha riconquistato fiducia pensando al Tar. Il Comune infatti ha affidato all'avvocato Carlo Scarpantonio l'incarico di impugnare il decreto del Commissario e ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale per chiedere la sospensiva d'urgenza. "Ci incoraggia l'aver constatato che, nel decreto di D'Alfonso, non si sia affatto tenuto conto dei dati relativi al 2014 in fatto di numero di nascite, ma solo di quelli fino al 2013. E proprio nel 2014 il punto nascita di Atri ha raggiunto e superato la soglia minima di sopravvivenza dei 500 parti", dichiara a Certastampa.it il sindaco Astolfi. Il ricorso verrà depositato nel giro di qualche giorno. Domani mattina il sindaco sarà ospite di Vera Mattina sul canale 86 Vera Tv Abruzzo, alle ore 8.30 GUARDA IL VIDEO (CLICCA QUI) puntonascita

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