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di ANTONIO D'AMORE Braga, la storia infinita. Proprio quando sembrava che tutto fosse risolto e sembrava venuto il momento di festeggiare l'avvenuta statizzazione, grazie all'intervento del commissario che, sostituendosi al Ministero, aveva proceduto a rendere l'istituto musicale un Istituto Musicale superiore di studi musicali e coreutici, parificato ai conservatori, ecco che tutto torna in discussione e addirittura Provincia, Comune di Teramo e Comune di Giulianova mettono mano alla carta da bollo e presentano un ricorso proprio contro la statizzazione decisa dal Commissario. Per comprendere i fatti bisogna fare un passo indietro, al 20 aprile 2005 quando Regione, Provincia e Comuni di Teramo e Giulianova sottoscrivono un protocollo d'intesa sulla statizzazione, nel quale si impegnano "alla copertura finanziaria della retribuzione del personale fino ad esaurimento del ruolo", poi, a seguire "ogni nuova assunzione sarà a carico dello Stato". Tutto chiaro, dunque, ma poi il tempo passa, il Ministero nicchia, rinvia, non decide, prende e perde tempo, e sarà solo merito del direttore Paci e dei suoi docenti che, mettendo mano al loro portafoglio, presentano nel 2013 un ricorso al tar contro il Ministero, che sfocia nel gennaio del 2014 nella nomina di un commissario incaricato proprio di procedere alla statizzazione. E il commissario procede, il 24 febbraio 2015, con la statizzazione di forza che prevede non solo alla copertura finanziaria della retribuzione del personale fino ad esaurimento del ruolo e la nuova assunzione a carico dello Stato, ma anche una postilla, il fatto che a fronte di ogni nuova assunzione lo Stato tratterrà dai trasferimenti a Regione, Provincia e Comuni di Teramo e Giulianova una somma di pari importo Come dire: io statizzo e tu paghi. Ovvero, quando lo Stato finge di risolvere e non risolve. O, se preferite, è stata una statizzazione bugiarda. Inevitabile a questo punto il ricorso, anzi i ricorsi: del Comune contro Ministero, Regione e Provincia, della Provincia contro Ministero, Regione e Comuni e di tutti contro Il Braga, proprio per l'annullamento di quel capitolo sulla copertura finanziaria. Come se i soldi del Governo e quelli di Regione, Provincia e Comuni non uscissero tutti dalle tasche dei cittadini, in un paradossale gioco di carte bollate che, intanto, una prima conseguenza l'ha generata: quella di addossarci anche tutte le spese degli avvocati che gli enti hanno mobilitato per ricorrere. Soldi che si sarebbero potuti risparmiare e, magari, mettere da parte per il risanamento della sede storica del Braga, visto che adesso il nuovo conservatorio è costretto a far lezione di musica in quello scatolone di cemento armato che è l'università di Coste Sant'Agostino, nel quale i docenti confessano di avere grandi problemi di didattica e acustica. A proposito di docenti del Braga, i costi dei loro ricorsi e dei controricorsi agli atti di Provincia e Comuni non graveranno su di noi, perché loro gli avvocati se li pagano da soli, anche se non prendono lo stipendio da mesi.

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