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Rubrica saltuaria di satira mattutina   “Venghino signori, venghino a scoprire le bellezze della laguna veneta. Faremo un meraviglioso giro tra Murano, Burano, Torcello e Teramo, dove potrete fotografare le famose case colorate”. C’era una volta il piano dell’arredo urbano. E c’era una volta anche un piano del colore urbano, che prevedeva una serie di possibilità per la tinteggiatura esterna dei nostri palazzi. Specie di quelli nel centro storico. Perché è opportuno che una città abbia una sua eleganza, una sua uniformità, una sua vocazione cromatica. Altrimenti, in un attimo ci ritroveremmo a vivere e Mykonos, con case bianche finestre azzurre, o magari a Murano, dove ognuno si colora la casa come più gli aggrada. Già… ma noi siamo a Murano. Anzi, a cadere in Laguna è stato un angolo di piazza Martiri Pennesi, in un palazzetto appena ristrutturato nel quale un architetto dalla vocazione artistica, ha evidentemente considerato elegante colorare ogni finestra di un colore diverso. Una verde e una rossa al primo piano, una gialla e una blu al secondo piano, e una bella spennellata di blu nel sottotetto. A cinquanta metri da piazza Martiri. Evidentemente, però, se il Comune non ha detto nulla, se i solerti funzionari dell’Amministrazione non hanno nulla avuto nulla da obiettare, allora, è così che si può fare. E se si può in centro, si può ovunque… quindi: sbizzarritevi. Facciamo di Teramo la Murano d’Abruzzo

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