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rubrica saltuaria di satira mattutina

“La vita - scriveva Gabo Marquez - non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda, e come la si ricorda per raccontarla”. Insomma, non conta tanto quello che succede, ma come lo racconti. Anche se racconti una storia diversa. Quella che vi raccontiamo in questa poche righe, è la storia antica dei pifferai che andarono per suonare e vennero suonati. E’ la storia di chi parte per conquistare un’impresa e poi torna per raccontare che, in fondo, la sconfitta era esattamente quello che sperava di ottenere. Questa è la storia della delegazione abruzzese di Forza Italia, uno sparuto gruppo di sopravvissuti all’epoca dei fasti berlusconiani, partito dall’Abruzzo con la speranza di convincere “Silvio” a rovesciare le carte sul tavolo delle candidature, per far posto proprio ad uno dei forzitalioti abruzzesi quale aspirante governatore, e tornato con le pive nel sacco. Durate la cena a Palazzo Grazioli, infatti, Berlusconi ha ribadito che “pacta sunto servanda”, l’accordo c’è e non si tocca e, per quello che riguarda Forza Italia, il nome del candidato del Centrodestra verrà dalla terna di Fratelli d’Italia, ovvero sarà uno tra Giandonato Morra, Marco Marsilio e Massimiliano Foschi. E non si discute. Come l’hanno presa gli azzurri d’Abruzzo partiti per Roma carichi di speranze? Bene, anzi: benissimo. Basta leggere il post di Paolo Gatti (presenza che alla cena ha stupito lo stesso SIlvio, visto l’abbandono della politica deciso dallo stesso Gatti) che posta una foto ricordo e scrive: «Ieri sera a Roma, Palazzo Grazioli.
Il Presidente Berlusconi ci ha chiesto notizie, suggerimenti e consigli, non solo banalmente per vincere le elezioni in Abruzzo, ma soprattutto per poi governare bene, con donne e uomini capaci e programmi seri. E’ stato davvero un piacere!».
Chi s’accontenta…

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