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valdocignorubrica saltuaria di satira

Momenti di dolore in Comune. Nelle stanze dell'assessorato di Valdo Di Bonaventura, non è più Natale. Luminarie spente, albero già smontato, presepe incartato. Alla porta, un cartello eloquente: "causa improvvisa dipartita del secondo cigno, il Natale è annullato". Già, perché dopo il primo cigno, schiantato a poche ore dall'arrivo alla Villa, anche il secondo ha lasciato questa valle d stenti, pardon: questo laghetto di stenti. Stavolta, però, si tratta di un delitto, di un cignicidio vero e proprio, perché il cigno è stato ucciso, forse da un cane randagio. Sprofondato nella sua sedia assessorile, Valdo Di Bonaventura non riesce a contenere le lacrime di dolore, mentre dal suo telefonino risuonano in loop le note di "Cigno nero" di Fedez e "Cigno macigno" di Federico Stragà, e le segretarie dell'assessorato cercano di rasserenarlo inscenando un passo a due dal "Lago dei Cigni". Dolorosa gaffe, quella di una delle impiegate che, proprio mentre sembrava che l'assessore si riprendesse, ha accennato due passi de "La morte del cigno", scatenando nuovo dolore. L'impiegata è stata allontanata e pare sia stata posta in aspettativa per tutto il periodo del lutto, che su decisione dell'assessore durerà fino al 7 gennaio. IIl rito fiunebre dello sfortunato animale sarà celebrato domani, alle 10, nella Villa Comunale dove, dopo la cerimonia religiosa, l'assessore avrà modo di commemorare l'animale scomparso in diretta web sul blog di famiglia. Poi, la salma, avvolta in un lenzuolo bianco, sarà fatta scivolare nel laghetto, come si usa con gli eroi del mare.

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