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obelixmiagoCi siamo. E’ il momento dell’addio. Preparate i fazzoletti, vestite a lutto le finestre, mettete le bandiere a mezz’asta, siamo al momento dei saluti. Dell’ultimo graffio. Dell’ultimo miagolio. Paolo Gatti se ne va.
Ma come, dirà l’accorto lettore, non se ne era già andato? Non aveva già detto che avrebbe lasciato la politica attiva? Non aveva già annunciato il suo ritiro dopo la clamorosa trombatura alle comunali, nelle quali la sua ultima apparizione sul palco aveva probabilmente condannato il Centrodestra alla disfatta?
Sì, l’aveva detto.
Ma, evidentemente, nel gattipensiero un ruolo come la vicepresidenza del Consiglio Regionale non significa “fare politica attiva”. Si può essere anche vicepresidenti passivamente.
Anche lo stipendio, in fondo, non fa distinzioni.
Ma questo era ieri, adesso siamo davvero ai saluti.
Lo dice lui, con un post domenicale su facebook.
Leggetelo ma, è opportuno che lo sappiate, potrebbe turbare gli animi sensibili e spingervi ad una commozione irrefrenabile.

Dalla lettera di Paolo agli elettori:

«Tra una settimana cesserà il mio mandato da consigliere e Vice Presidente del Consiglio Regionale, assunto nel maggio del 2014 (l’ultima volta che mi sono candidato), grazie alla fiducia di 10.875 cittadini della provincia di Teramo.
Sono molto grato a queste persone e a tutti coloro che mi avevano sostenuto anche nel 2008, consentendomi di fare l’assessore regionale nei cinque anni successivi.
Rivolgo un ringraziamento particolare a tutti coloro che in questi anni, faticosi ma appassionanti, hanno collaborato con me, sia direttamente e stabilmente, sia occasionalmente.
Ho apprezzato molto le tante persone che sanno fare, molto più di quelle che sanno solo dire.
Sono felice di aver potuto mettere tutto me stesso, le mie capacità ed i miei difetti, a disposizione della comunità: ho pochi rimpianti e sono molto soddisfatto delle cose che ho potuto fare.
Ma avevo detto basta e così e’ stato.
Auguro fin d’ora ai nuovi rappresentanti regionali di mettere la stessa passione, lo stesso impegno e la stessa serietà che alcuni di noi hanno impiegato!»

Lasciateci soli nel nostro dolore, adesso.

E’ un giorno triste.

Questa Regione non sarà più la stessa.

Per fortuna

Obelix

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