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obelixcampagnaE alla fine, supercazzola fu. Come se fosse Antani, Marsilio alla Convention di Teramo 3.0 non s’è presentato.
C’era Adinolfi, il leader del Popolo della Famiglia e c’era Christian Francia, leader di Teramo 3.0. Ma Marsilio, no. Non è venuto. Eppure, c’erano i rappresentanti politici di due liste che, insieme, hanno un patrimonio elettorale - udite udite - di ben 820 voti. Ma Marsilio no, non c’era. Non c’era neanche il vicesindaco Maria Cristina Marroni, che ha detto di essere superpartes e quindi di non partecipare… allora spieghi il post di Marsilio, nel quale il candidato del Centrodestra scrive: «Ringrazio il vicesindaco di Teramo Maria Cristina Marroni, il presidente della provincia di Teramo Diego di Bonaventura, i consiglieri di Teramo 3.0 e tutti gli amici che hanno partecipato all'incontro. Purtroppo ritardi nel programma, mi hanno impedito di partecipare ma sono contento del vostro sostegno, grazie!». Visto Cristì? Marsilio ti ringrazia… anche se non c’eri, anche se sei superpartes. Anche se «Per il ruolo che ho io rimango neutrale», Marsilio ti ringrazia. Curioso, vero?
La serata, però, è andata bene, Adinolfi ha gradito le “trofiette”, Francia ha massacrato dentali e palatali per spiegare quanto fosse “condendo” di celebrare il candidato della Lega alla “Regggione” Tony Di Gianvittorio ed esaltare il “presidende” Di Bonaventura.
Già, il “presidende”.
La vicesindaca Marroni, nel definire una “supercazzola” l’interesse che la stampa (una parte) riserva al gioco bislacco di Teramo 3.0, che è maggioranza col Centrosinistra in Comune e poi fa di tutto per non esserlo altrove, ha detto che ognuno «Ha la propria storia».
Già, la storia.
Magistra vitae.
E’ importante ricordarla.
Così, non se ne avranno i 702 elettori di Teramo 3.0 se, nel vedere Christian Francia vicino ad un presidente della Provincia, c’è venuto in mente un lampo di storia.
Un ricordo.
Di un’altra campagna (elettorale) di Francia.

Un articolo del Fatto Quotidiano del 3 gennaio 2012

 Della casta politica si è detto, e scritto, di tutto. Della “castina” dei funzionari pubblici, che in virtù di una vicinanza politica, cercano di lucrare ruoli, se non veri e propri vantaggi personali e professionali, forse si è scritto un po’ meno.
Questa è la storia di due dipendenti della Provincia di Teramo, Christian e Marcello Francia, padre e figlio, firmatari di una mail e di una lettera che sono, a modo loro, una sorta di bignami della “castina”. Se, infatti, il figlio Christian vanta quali credenziali con l’attuale presidente tanto l’avergli fatto campagna elettorale, quanto la candidatura della moglie nella lista del Pdl, il padre Marcello rivendica un aumento di stipendio per “meriti politici”, essendosi direttamente candidato, sempre con il Pdl. E allora leggiamoli, i “bignami” della castina, cominciando dalla mail del più giovane:
«Caro Presidente, il sottoscritto è tuo amico da ben prima delle elezioni ed è uno dei 5 (leggasi cinque) dipendenti della Provincia che hanno condotto la battaglia elettorale in tuo favore. Gli altri 421 dipendenti (nessuno escluso, anche i 30 co.co.co) hanno votato – per motivi di interesse personale – il candidato del centrosinistra». A motivare la mail è il trasferimento di una dipendente da un settore all’altro, adottato senza avvertire il Francia né altri funzionari, ma il Nostro si risente: «Io sono il dipendente migliore dell’Ente (sia detto senza falsa modestia), l’unico che ha i mezzi tecnici, giuridici, culturali e relazionali per mettere il turbo all’azione amministrativa della Provincia. Se tu ritieni e riterrai di dover realmente
procedere al necessario cambiamento di rotta, io sarò al tuo fianco e porrò in essere
tutti gli strumenti giuridici all’uopo occorrenti. Ma se i tuoi intendimenti fossero diversi e discordanti, ti prego di fornirmi al più presto i chiarimenti del caso, affinché io possa intendere bene la rotta che riterrai di intraprendere».
INSOMMA, vuole essere reso partecipe dell’azione di governo, anche perché: «Allego, come promemoria, biglietto e cartolina elettorale di mia moglie, entrambi recanti la dicitura “con Valter Catarra” cosa che non credo possano presentarti come credenziali tutti gli altri dipendenti». Nell’ammettere di essere il firmatario della lettera, ormai divenuta pubblica, Christian Francia scrive sul blog del quale è redattore: «Non sembri esagerato che io suggerissi la rotta al presidente, lo faccio da 20 anni con politici comunali, provinciali, regionali e parlamentari ed ho maturato una certa esperienza (senza mai e dico mai chiedere niente per me)» e non solo: «Non meravigli che io avessi un tono risoluto con il neo-Presidente il quale, essendo da prima del 2009 mio amico di famiglia, è stato edotto proprio da me su che cosa fosse e cosa facesse la Provincia, ne ho curato parte della campagna elettorale e parte del programma…».
Quella di papà Marcello, invece, è una storia protocollata, scolpita da una lettera inviata al Presidente, ma anche a tutti gli assessori, che fin dalle premesse è un vero concentrato di sana partecipazione elettorale: «Gentilissimo Presidente, come è noto, dopo una lunga ed onorata carriera, allo scrivente è stato negato il diritto di ottenere la Posizione Organizzativa da parte delle precedenti giunte di Centrosinistra, ragione per la quale ho ritenuto necessario presentarmi alle elezioni comunali di Teramo con il Pdl». E siccome quella candidatura ha portato al Pdl anche 148 voti: «… Mi sembra addirittura ovvio come il sottoscritto abbia maturato il diritto alla predetta Posizione Organizzativa sia per meriti professionali che per meriti politici».
PER MERITI politici? Verrebbe da chiedersi se il candidato Marcello Francia avesse detto ai propri elettori quali fossero le reali finalità della sua candidatura, ma poco cambia, visto che lo stesso funzionario spiega al presidente: «Non va infatti taciuto che l’istituto della posizione organizzativa viene disinvoltamente usato per ragioni che nulla hanno a che vedere con il buon andamento dei servizi e degli uffici, con ciò eludendo sia la lettera che lo spirito della legge». Come dire: tanto ormai tutti fanno come gli pare, uno più, uno meno… La domanda, a questo punto, è: come è andata a finire? Ovvero, come ha risposto il presidente? Al giovane Christian, sembra, con il silenzio, al padre rigettando tutte le richieste. Per la cronaca, oggi la moglie del giovane Christian è vice coordinatrice di Fli, mentre papà Marcello è andato in pensione.

Ognuno ha la propria storia.

 L'importante... è ricordarsela.

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