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questore teramoE' una storia che si chiarisce quella che aleggiava un anno fa a Teramo e che vedeva protagonista il Questore di Teramo. La ricostruisce stamattina il quotidiano Il Centro il cui articolo riportiamo qui sotto integralmente vista anche la delicatezza dei fatti:
 
Accusa il questore di minacce e stalking e finisce a processo insieme ad un maresciallo dei carabinieri all'epoca dei fatti già in pensione. Lei per calunnia, lui per procurato allarme. Ma la cronaca di una udienza preliminare chiusa con un rinvio a giudizio inizia da un decreto di archiviazione. Quello con cui il gup Roberto Veneziano, al termine di una certosina ricostruzione, qualche mese fa ha archiviato l'indagine aperta a carico del questore Enrico De Simone proprio per lesioni, minacce e stalking. Con parole chiarissime in riferimento alla donna: «Ciascuna delle propalazioni della stessa rese si è rivelata non solo priva di qualsiasi riscontro all'esito della complessa ed articolata attività di indagine, ma completamente smentita dai risvolti emersi nel variegato ed approfondito sforzo profuso dagli inquirenti di giungere ad una verità ancorata rigorosamente a dati di fatto, e non appesa al sottile e devastante filo della becera insinuazione e dell'odioso dileggio nei confronti di un servitore dello Stato brutalmente aggredito nella sua personale e menomato nella sua dignità professionale dal progressivo diffondersi del venticello della calunnia». Le indagini serrate affidate alla sezione di polizia giudiziaria della Finanza in procura (fascicolo del procuratore Antonio Guerriero, Davide Rosati e Bruno Auriemma) hanno escluso ogni contatto e conoscenza tra De Simone e la donna, ogni presenza del questore nell'abitazione della donna.Ieri il gup Domenico Canosa ha rinviato a giudizio per calunnia la 43enne teramana Tiziana Panichi (difesa dall'avvocato Paolo De Nuzzo) e per procurato allarme il maresciallo in pensione Giorgio Ciccone (difeso dall'avvocato Piergiuseppe Sgura). Il questore (rappresentato dall'avvocato Maria Teresa D'Innocenzo) si è costituito parte civile. Il processo partirà a dicembre. La storia inizia nel 2017 quando la donna, dopo una segnalazione alla sala operativa della questura, ai poliziotti che si presentano nella sua abitazione racconta di essere stata picchiata e minacciata dal questore. Aggiungendo che il questore avrebbe fatto sistemare dei gps nel suo appartamento e sulla sua macchina. In un caso lo accusa di averla attesa nel garage della sua abitazione «impugnando una pistola», si legge ancora nel capo d'imputazione, «ed ha esploso almeno tre colpi di pistola». A questo episodio si collega l'accusa di procurato allarme contestata dalla Procura al maresciallo. Così si legge a questo proposito nel capo d'imputazione: «Telefonava al centralino dei carabinieri per segnalare l'aggressione in atto e immediatamente dopo chiamava il 112 segnalando quanto a lui riferito da Panichi Tiziana relativamente ad aggressione in corso ai danni di questa». Ma è sempre il decreto di archiviazione di Veneziano ad aggiungere altri elementi di interpretazione di tutta la vicenda. Scrive il gip alle pagine 12 e 13: «Altamente significativo si appalesa il tangibile astio che traspare evidente nelle dichiarazioni rese dalla Panichi alla Procura nel momento in cui si riferiva al dottor De Simone con frasi ingiuriose per aver svolto indagini in cui, a suo avviso, erano stati ingiustamente arrestati Franco Fracassa (ex assessore al Comune di Teramo (ndr), all'epoca appartenente alla polizia ed in servizio a Teramo, ed altri suoi colleghi, successivamente "assolti e risarciti" nel processo che era stato celebrato per gli episodi scaturiti a seguito delle indagini svolte in quel periodo, eventi che dimostrava di conoscere bene, senza tuttavia fornire alcuna indicazione al pm in merito a quali fossero le fonti di tali informazioni, profilo che forse tratteggia labili indizi per dedurre le motivazioni di cotanto accanimento calunnioso nei confronti di De Simone, all'epoca dei fatti impegnato come dirigente di polizia nel fornire un contributo allo svolgimento delle indagini che ebbero a riguardare poliziotti in servizio presso la questura di Teramo».

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