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1510555037820 1510555097 renata rapposelli attesa dal dna la verita sul cadavere di tolentinoIeri mattina in Corte d'Assise a Teramo, dove si celebra il processo per la morte della pittrice Renata Rapposelli, oltre all'ex marito Giuseppe, per la prima volta era presente il figlio Simone, convinto dai legali Gianluca Reitano e Gianluca Carradori a presenziare dopo essere rimasto nel carcere di Lanciano nelle precedenti due udienze.

In aula sono state sentite le due assistenti sociali del Comune di Ancona, le quali hanno confermato che la pittrice viveva in uno stato di profonda indigenza e che le avevano messo a disposizione un alloggio e spesso le portavano anche generi di prima necessità. Hanno anche detto che erano spesso conflittuali i rapporti con l'ex marito e che ci sarebbe stato anche qualche caso di liti. La Rapposelli, scrive oggi il Messaggero, aveva dovuto fare ricorso anche all'Istituto di Igiene mentale e causa di una forte instabilità depressiva. Il maresciallo Ceglie dei carabinieri di Macerata con l'ausilio di video e foto, ha meticolosamente descritto la zona dove è stato rinvenuto l'undici novembre del 2017, vale a dire un mese dopo la scomparsa, il cadavere della donna in avanzato stato di decomposizione (la salma è ancora custodita nell'obitorio di Macerata). E' a maggio che il processo entrerà nel vivo: sarà sentita la sorella di Simone e poi sarà la volta di altri testimoni che il Pm Enrica Medori ha sempre ritenuto affidabili: la farmacista di Tortoreto alla quale quella domenica vendette un medicinale e la vicina di casa, la signora Liliana.

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