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carabinieri nas cronaca 768x433Oltre 110 chilogrammi di vari generi alimentari in cattivo stato di conservazione e la sospensione di tre imprese alimentari *, due delle quali prive di autorizzazione: è il bilancio di controlli svolti dai Carabinieri del Nas di Pescara nel contrasto dell'abusivismo nel settore alimentare. Sulla costa teramana i Nas, di concerto con personale della Asl, hanno interdetto l'utilizzo di tre locali utilizzati come deposito di un agriturismo, poiché privi di registrazione. L'operatore è stato sanzionato amministrativamente per inadeguatezze igienico sanitarie, oltre che per l'irregolarità della verifica delle procedure di autocontrollo aziendale e informazioni ai consumatori in tema di allergeni. In una gastronomia, sempre del teramano, i Nas hanno sequestrato oltre 110 kg di generi alimentari in cattivo stato di conservazione: erano a temperatura diversa da quella raccomandata in etichetta e idonea a causare alterazioni.
    L'attività è stata sospesa per le carenze igienico sanitarie rilevate.
    Sulla costa teatina i Nas hanno ispezionato un fast food i cui locali avevano subito modifiche sostanziali rispetto a quanto autorizzato. All'attività da asporto era stata abbinata quella di gastronomia, mai notificata all'autorità competente, quindi risultata abusiva. L'esercizio di tutta l'impresa alimentare è stato interdetto dal personale della Asl, nei confronti dell'operatore alimentare sono state elevate le sanzioni amministrative previste dal cosiddetto Pacchetto Igiene

 

* a beneficio degli immancabili "leoni da tastiera", certastampa ricorda che: i comunicati dei Nas non svelano mai il nome dell'azienda coinvolta, perché per legge è consentita la pubblicazione dei nomi delle aziende e delle persone coinvolte nei reati "alimentari" solo quando la sentenza è passata in giudicato, ovvero dopo tutti i gradi di giudizio. Il decret del 7 agosto 1986, n. 462 prevede che sia il Ministero della salute a pubblicare ogni anno sulla Gazzetta ufficiale e sui giornali le sanzioni passate in giudicato relative ai reati alimentari. E’ vietato pubblicarli prima,  anche perché si tratta quasi sempre di infrazioni legate a comportamenti sbagliati, non ad una totale illegalità dell'attività aziendale. Nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di infrazioni sanabili col pagamento di una sanzione (come una multa). RIvelare il nome dell'azienda potrebbe significare in qualche caso condannarla alla chiusura, con la perdita di posti di lavoro. Inoltre, all'azione delle forze dell'ordine potrebbe seguire un ricorso dell'azienda, con esiti magari contrari, quindi rivelarne il nome sarebbe un gravissimo danno per l'azienda stessa.

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