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carabinieri nas 1024x255Ispezioni dei carabinieri del Nas per verificare le condizioni igienico sanitarie nei panifici e nelle pizzerie che si trovano nelle vicinanze delle scuole ma anche nei bar delle stazioni ferroviarie e nei ristoranti etnici.
In un panificio della costa teramana* l’ispezione ha fatto emergere che tutti i prodotti da forno venivano realizzati senza alcuna tracciabilità ed etichetta, omettendo anche la redazione delle schede di produzione. Per il principio di precauzione del Pacchetto Igiene, tutta la produzione presente nel forno, circa 500 confezioni di merende e biscotti, è stata sottoposta a sequestro e il titolare sanzionato per non aver adottato le procedure di rintracciabilità degli alimenti.
Nei principali scali ferroviari delle quattro province d’Abruzzo le ispezioni hanno riguardato sei bar, dove sono scattate alcune prescrizioni per carenze igienico sanitarie e strutturali, oltre a sanzioni per complessivi € 5.000, per la mancata adozione di autocontrollo e tracciabilità.
Un ristorante etnico dell’Aquilano è stato raggiunto dal provvedimento di chiusura emesso dall’ASL, sulla scorta dei rilievi formulati dai militari del NAS di Pescara. Alla base del provvedimento le gravi carenze igienico sanitarie e strutturali annotate nella cucina: tele di ragno con insetti vivi, polvere e residui sparsi sotto le attrezzature, residui nelle intercapedini dei piani cottura, guarnizione degli impianti di refrigerazione ammalorate. In un congelatore i Carabinieri hanno rinvenuto circa 70kg di prodotti carnei sottoposti a trattamento termico senza procedure per la gestione del rischio e con data di preferibile consumo oltrepassata da diversi mesi; l’intero quantitativo è stato sottoposto a sequestro sanitario e avviato alla distruzione.

 

* a beneficio degli immancabili "leoni da tastiera", certastampa ricorda che: i comunicati dei Nas non svelano mai il nome dell'azienda coinvolta, perché per legge è consentita la pubblicazione dei nomi delle aziende e delle persone coinvolte nei reati "alimentari" solo quando la sentenza è passata in giudicato, ovvero dopo tutti i gradi di giudizio. Il decret del 7 agosto 1986, n. 462 prevede che sia il Ministero della salute a pubblicare ogni anno sulla Gazzetta ufficiale e sui giornali le sanzioni passate in giudicato relative ai reati alimentari. E’ vietato pubblicarli prima,  anche perché si tratta quasi sempre di infrazioni legate a comportamenti sbagliati, non ad una totale illegalità dell'attività aziendale. Nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di infrazioni sanabili col pagamento di una sanzione (come una multa). RIvelare il nome dell'azienda potrebbe significare in qualche caso condannarla alla chiusura, con la perdita di posti di lavoro. Inoltre, all'azione delle forze dell'ordine potrebbe seguire un ricorso dell'azienda, con esiti magari contrari, quindi rivelarne il nome sarebbe un gravissimo danno per l'azienda stessa.

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