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Gli uomini della Guardia di Finanza hanno apposto i sigilli alle tre casette sull'acqua della società Narramondo, ormeggiate nell'ambito di un pontile dell'Ente Porto, e ne hanno affidato la custodia giudiziale al direttore dell'Ente, Maurizio Ferrari. Lo hanno fatto alla presenza della proprietà tra cui Manolo Di Pietro, della società che ha avuto l'idea e poi l'ha messa in pratica. I sigilli non sono semplici sigilli ma sono un specie di grata, di scala.

Due le ipotesi di reato contestate dall'autorità giudiziarie: la prima riguarda l'abuso edilizio in quanto, secondo la legge urbanistica regionale, per rendere utilizzabili quelle casette galleggianti sarebbe stata necessaria una regolare licenza rilasciata dall'autorità preposta. La seconda ipotesi di reato concerne la violazione dell'articolo 1161 del codice della navigazione, ovvero l'abusiva occupazione di uno spazio demaniale. Ipotesi per cui la Procura ha chiesto ed ottenuto il sequestro delle tre casette che da ieri mattina non possono essere più affittate. Affitti che hanno fatto registrare quest'anno il tutto esaurito. L'iniziativa ha avuto un grande successo di richieste. Il titolare della ditta ha annunciato ricorso contro il provvedimento della procura.

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