Nessuna risposta. L’autopsia eseguita dell’anatomopatologo Pino Sciarra, sul corpo del dottor Elso Castelli, morto suicida a Valviano di Cellino, nella vecchia casa di famiglia, non ha trovato risposte “mediche” che possano giustificare quel gesto estremo. Smentita dunque l’ipotesi che il dottor Castelli, in un momento di sconforto, possa aver deciso di togliersi la vira perché aveva scoperto di avere una qualche grave malattia. L’autopsia, infatti, non ha rilevato la presenza di patologie e, anche se mancano ancora i risultati degli esami istologici e tossicologici, la possibilità della presenza di una malattia sembra totalmente esclusa.
Ad uccidere il conosciutissimo medico teramano è stato il colpo del fucile che il medico cinquantottenne aveva infilato in bocca. La prova dell’esame sulle polveri, effettuata dai Carabinieri, ha confermato che il colpo è stato esploso dallo stesso medico, escludendo ogni possibilità che, in quel momento, in quella rimessa di campagna, fossero presenti altre persone. Con la chiusura del referto autoptico, il sostituto procuratore Silvia Scamurra ha concesso il nulla osta alla sepoltura.