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GIANDOi
Giando non c’è più. Giandonato Morra è morto oggi alle 12.15 nel reparto di Medicina del Mazzini dopo che, stanotte, si era sentito male nella sua abitazione di Teramo. E' deceduto a seguito di una emorragia. Aveva 64 anni. Combatteva da tempo contro una malattia gravissima, che l’aveva costretto ad affrontare cicli di terapie molto provanti, ma che aveva sempre sopportato con lo spirito combattivo che è stato il suo tratto distintivo per tutta la vita. L'aveva anche domata, ma una complicazione improvvisa gli è stata fatale. Inutile il ricovero e il tentativo estremo dei medici del Mazzini. Prima di andarsene, ha avuto la possibilità di salutare la moglie Fausta, i figli Raimondo e Cristiano e i fratelli, arrivati dalla Puglia e dal Veneto, per l'ultimo abbraccio.
Pugliese, di Cerignola, era il non teramano più teramano che questa città abbia mai avuto tra i suoi cittadini. Per Teramo nutriva un amore vero, puro, totale. A Teramo è arrivato da studente in Giurisprudenza, ed è poi rimasto per svolgere con successo la professione di avvocato. Teramo è la città che ha scelto, non una sola volta, ma tante, nella sua vita, anche quando gli si offrivano possibilità di carriera su palcoscenici professionali e politici nazionali. Di Teramo, avrebbe voluto essere Sindaco, una carica che gli sfuggì per poco al primo turno nel 2018, ma che lo vide poi sconfitto al ballottaggio da D’Alberto. Sulle prime, fu una delusione scottante, ma nel tempo ebbe modo di rileggere quel gioco della sorte e di considerare, visto il livello raggiunto dalla politica attuale, quasi una fortuna il fatto di non aver poi indossato quella fascia, perché sapeva che non avrebbe avuto quella possibilità di agire che, per lui che era uomo d’azione, era invece la ragione stessa dell’impegno. Quando, infatti, è stato nominato difensore civico regionale, ha avuto la possibilità di fare, di incidere, di risolvere, lasciando un segno così profondo dal far comprendere ai cittadini, per la prima volta , il ruolo e il valore del difensore civico. La politica era la sua passione. Era l’uomo di destra più di sinistra che mai abbia calcato le scene della cosa pubblica. Aveva, per le istituzioni, un religioso rispetto, ma che mai si è trasformato in pedissequa osservazione delle regole, ma sempre in una lettura critica volta solo alla creazione di un agire giusto, paritario e democratico. Fu missino, poi in Alleanza Nazionale, quindi in Fratelli d’Italia, rivestendo ruoli sia all’interno del partito, sia negli organi di governo, come consigliere comunale, assessore comunale prima e regionale poi, con Gianni Chiodi sindaco e presidente. In Regione, rivoluzionò il suo ruolo, pacificando i sindacati e costruendo le basi di un sistema trasporti abruzzese che, se avessero applicato le sue idee, oggi farebbe di questa Regione un riferimento nazionale. Era viscerale nelle esternazioni, raffinatissimo nel ragionare politico, impetuoso nel dibattito, profondissimo nelle valutazioni.
Nel tempo, questa città intuirà quanto abbia perduto con la sua scomparsa.


Giandonato Morra non c’è più. 
Addio, Giando.

(Per chi volesse salutarlo per l'ultima volta, a partire dalle ore 16, la salma sarà esposta nella casa funeraria Petrucci a Villa Pavone).