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WhatsApp_Image_2023-07-15_at_17.18.40_2.jpegWhatsApp_Image_2023-07-15_at_16.05.57.jpeg“Sia fatta la volontà di Dio, ma a volte sembra davvero difficile fare la sua volontà, come quando ci confrontiamo con un dolore così grande, ma noi oggi siamo qui per affidare al Signore l’anima di Gabriele”. Comincia così, la celebrazione del funerale di Gabriele Ceci, lo sfortunato direttore generale della Poliservice, ucciso da una tragica fatalità alle sorgenti del Ruzzo. La chiesa di Santa Maria Assunta di Tortoreto Lido è pienissima, c’è una folla commossa e silenziosa a salutare Gabriele.

“Vedete quanto amore aveva dato vostro padre e quanto amore riceve oggi” chiede il parroco, Padre Gregorio, alle giovanissime figlie, Aurora e Asia, poi saluta la moglie, Iva, ricordando i loro quindici anni di amore, è la invita a conservare la memoria del loro amore, ma “lasciandolo andare, verso l’eternità nella luce, che Gabriele ha conquistato con la sua vita esemplare”. In tanti hanno voluto testimoniare il loro dolore: tutti i Sindaci della Val Vibrata, i consiglieri regionali, tantissimi rappresentanti della vita pubblica, tanti compagni di scuola delle figlie, i colleghi della moglie nel Comune di Giulianova, tutti i dipendenti della Poliservice, ma soprattutto tanti amici, che avevano conosciuto Gabriele e lo avevamo amato.

C’è anche il senatore Guido Liris: “Ricordo Gabriele come un amico, un grande professionista a cui si deve l'introduzione della gesstione integrata dei rifiuti in provincia di Teramo prima, e in Abruzzo poi, un padre esemplare ed uno splendido marito". Prima della benedizione, Padre Gregorio invita la famiglia a ricordare che se Gabriele non c’è più fisicamente, da oggi è la “pietra preziosa della nostra memoria”.
Alla fine della messa, due letterine alle figlie lette dai compagni di classe, delle medie di San Benedetto, commoventi testimonianze di speranza.
All’uscita dalla grande chiesa, volano i palloncini bianchi lanciati dai compagni di scuole delle figlie e le colombe bianche, a portare il feretro sono stati i dipendenti della Poliservice, nelle loro gialle divise, di un giallo mai più triste così.

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