Scadrà a inizio settembre il bando con cui TeAm e MoTe sono alla ricerca di professionisti per la due diligence utile a capire quale sia la forma di aggregazione migliore tra le due società. New Co, fusione, fusione per incorporazione?Come noto sia l'assemblea di TeAm sia quella di MoTe, in separata sede, hanno dato mandato ai rispettivi vertici (l'ad Nicola Salini per Mo.Te e il presidente Sergio Saccomandi per TeAm) di procedere con la valutazione puntuale del percorso tecnico, economico e la valutazione dell'opportunità dell'operazione di “aggregazione” tra le due società. A fine luglio TeAm ha pubblicato il bando ed entro l'8 settembre al massimo i professionisti interessati dovranno, anzi, potranno presentare il progetto. Spetterà a commercialisti, ingegneri e avvocati candidarsi, o singolarmente o in forma aggregata, suggerire a TeAm e Mote il percorso migliore. Quel che è certo è che, in ogni caso, bisognerà stra-correre. Lo impone la legge che vieta al Comune di Teramo di avere una doppia partecipazione in società col medesimo oggetto sociale. E il termine ultimo per sanare il tutto è fissato al 31 dicembre 2023. La fattibilità, la convenienza economica dell'operazione e le modalità di “aggregazione” tra Teramo Ambiente e Montagne Teramane e Ambiente Spa (Mo.Te) dovranno saltare fuori dalla due diligence. Occorrerà una valutazione legale-amministrativa circa la tipologia di “aggregazione” da fare, se per incorporazione o meno, e si dovrà cristallizzare lo stato attuale di entrambe le società e definire, puntualmente, ogni aspetto economico dell'operazione. Anche perchè se TeAm incorporerà MoTe dovrà tenere in forte considerazione sia debiti sia crediti del consorzio che riunisce i Comuni della montagna teramana. I tempi stringono. Una volta recepito il progetto da parte dei professionisti e una volta valutato il tutto nelle singole assemblee societarie, si avvierà in ogni caso un percorso che per TeAm si risolve col confronto deliberativo del solo Comune di Teramo (98% di quote) mentre per MoTe significherà sottoporre tutto agli oltre 20 Comuni soci, ciascuno dei quali sarà chiamato a deliberare o di giunta o di Consiglio il fiat all'operazione. Insomma, sembra lontano il 31 dicembre e invece non lo è.