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DiscasanI gruppi consiliari d’opposizione di “Prima Pineto” e “Sicuramente Pineto” hanno portano giovedì scorso in consiglio comunale la vicenda degli impianti di smaltimento rifiuti siti in Torre San Rocco. Il relatore è stato Pasquale Brecciara, il quale non si è ritenuto per nulla soddisfatto delle risposte date dal vicesindaco Alberto Dell’Orletta soprattutto sul parere favorevole dato all’aumento produttivo di uno dei due stabilimenti di stoccaggio e lavorazione rifiuti. Va detto che la seduta è stata tenuta stranamente in sordina dall’amministrazione comunale senza neanche un minimo comunicato stampa. Ma cosa chiedeva l’opposizione in consiglio? “Premesso che a Torre San Rocco di Pineto esercitano attività due impianti di recupero, lavorazione e smaltimento rifiuti non pericolosi e pericolosi” scrivono Pasquale Brecciara, Paolo Passamonti e Simona Leonzio nella loro interrogazione “Gli impianti sorgono vicino ad abitazioni e tempo fa si è costituito un comitato di cittadini,che lamenta forti rumori, ma soprattutto ritengono che l’aumento di casi di tumori nella zona sia dovuto alle esalazioni di micro polveri di materiali pericolosi che respirano quotidianamente. Va aggiunto che si sono verificati già tre incendi. Chiediamo dunque quali provvedimenti immediati l’amministrazione intende intraprendere, anche attraverso una conferenza di servizi tra i vari enti preposti, per un’attenta valutazione del problema e per la verifica dei requisiti previsti per lo stoccaggio e smaltimento rifiuti in prossimità di abitazioni”. Il gruppo d’opposizione chiedeva una delocalizzazione degli stessi non a confine con la zona agricola e residenziale della frazione. La risposata della giunta Verrocchio è stata chiaramente negativa, comportando la stessa operazione un esborso ingente di denaro. Il preventivato buco nell’acqua dell’interrogazione, che non ha potuto neanche, per una questione normativa, vedere la replica dei cittadini, non passa inosservato agli occhi del comitato che ha consegnato, per il tramite di Simona Leonzio, un pesante e dettagliato dossier nelle mani di ogni singolo consigliere. Ma andiamo ad analizzare la replica del comitato riportata nel dossier. “La prima area” scrivono i consiglieri di minoranza unitamente al comitato di quartiere è indicata ormai da tutti come la “discarica di Torre San Rocco”. Da 7 anni opera a “cielo aperto”in condizioni insalubri, potenzialmente inquinanti e dannose per la salute pubblica.Dopo la distruzione dell’edificio a seguito dell’incendio nel novembre 2016 la stessa ha avuto autorizzazione provvisoria ad operare a cielo aperto e solo fino alla ricostruzione. Ricostruzione che dopo 7 anni non è ancora avvenuta né mai questa giunta o la precedente hanno mai preteso il ripristino della salubrità e del decoro della zonaL’aria è irrespirabile, i rumori sono continui anche di notte. Le micropolveri di plasticache di disperdono nell’aria sono dannose per la salute umana. Perché il Sindaco quale responsabile della Salute Pubblica non ha mai fatto predisporre controlli per la prevenzione dei danni sull’ambiente e sulla salute dei cittadini?Perché non ha mai preteso che la Se.Lecta ricostruisca lontano dalle abitazioni come prevede il D. lvo 105/15 ?”. Non meno forte la posizione per l’altro stabilimento. “Il procedimento amministrativo richiesto da Said per l’aumento di area e per la triplicazione della quantità di rifiuti anche pericolosi è lunga e complessa scrivono “Non vi è stata la presenza dell’organo di direzione politica ed amministrativa di questo Comune. I privati cittadini si sono dovuti difendere da soli. I pareri emessi dagli uffici amministrativi sono stati favorevoli alla concessione delle autorizzazioni ma non sono stati considerati tutti gli aspetti emersi nelle CDS cui non si è partecipato. Per quanto riguarda il parere acustico “contrariamente a quanto affermato nel Parere del 19.04.2023 la SAID sorgein parte in  zona industriale ed in parte in area agricola ed è confinante con civili abitazioni. La zona agricola è stata occupata ed è stata edificata in forza di una determina di giunta dell’art. 8 DPR 160/10 che la autorizzava a costruire in area agricolaLa motivazione di tale eccezione al Piano Urbanistico è stata addotta dall’assessore Dell’Orletta nella sua relazione come: “ditta che opera in attività di interesse pubblico”. La ditta svolge attività di analisi chimiche: quale sarebbe stato l’interesse pubblico per il quale è stata concessa una tale eccezione che ha permesso di affittare quell’ area per aumentare area di lavorazioni  e rifiuti gestiti?Tale art. 8 prevede che solo nei casi in cui il Comune non possiede aree industriali, il privato può essere autorizzato a costruire in area agricola.  Il Comune di Pineto ha ben due aree industriali, di conseguenza la SAID avrebbe avuto tutto lo spazio necessario in tali aree. Eranecessario autorizzarla ad occupare area agricola per gestire un impianto di rifiuti anche pericolosi?Non vi è stata modifica di destinazione d’uso dell’area che continua ad essere agricolaIl Servizio Valutazione Impatto Ambientale ha diverse volte richiamato nei suoi giudizi l’azienda a ricalcolare l’impatto acustico sulle civili abitazioni perché non soddisfatta dalle relazioni fornite dall’istante. I punti essenziali addotti dalla Regione in estrema sintesi sono: i limiti erano già al limite prima delle modifiche richieste;La barriera che  SAID dice di avere costruito non è mai esistitaIl parere del Comune ha valutato questo aumento di rumori? Ha valutato che la SAID è confinante con abitazioni civili ed altre sono poste nelle immediate vicinanze?È stata pretesa una relazione sui soggetti passivi dei rumori? oppure ha semplicemente acquisito la relazione di SAID e trascritto dati?  Relazioni che la Regione non ha mai ritenuto sufficienti). Per quel che riguarda il parere urbanistico, La SAID srl è industria insalubre di categoria IE’ stato considerato? Sulla particella 258 sub b è stato rilevato un abuso edilizio – allegato 5 e 6Come mai è stato concesso parere favorevole? Perché il Comune non ha dichiarato quali abusi erano stati commessi? In conclusione, chiediamo per il Sindaco e gli assessori competenti (urbanistica e  Ambiente) non sono stati mai presenti durante  l’iter autorizzatorio di una industria così impattante sul territorio, sull’ambiente e sulla salute dei cittadini?”.

MAURO DI CONCETTO