Ma siamo sicuri che il problema della pericolosità della pineta storica è legata solo alla corsa delle fat bike elettriche e dei ciclisti in allenamento? La posizione del comune e della polizia municipale circa “i controlli per comportamenti imprudenti su piste ciclabili e ciclopedonali con monopattini e biciclette”, come si precisa nel comunicato, ha di fatto aperto un vero e proprio dibattito in paese. Se è vero che da un lato il sorgere dei mezzi elettrici ha implementato il rischio per pedoni e carrozzine, soprattutto nel tratto di pineta storica che attraversa il centro del paese, va pur detto che da decenni si attende che qualche politico si decida a dividere e dunque canalizzare il traffico della ciclabile sulla pineta storica, da quello dei pedoni anche con l’apposizione di delimitazioni di corsia con staccionate o altro. È infatti il percorso misto che rende insicuro il camminamento, tanto per pedoni (a piedi o con carrozzine), che per i ciclisti. Ma non è solo questo il problema. “Domenica scorsa” ci scrive un nostro lettore “una signora è rovinosamente caduta, con il conseguente intervento della squadra di soccorso del Pros, nel camminamento della pineta storica, non investita dalle bici in corsa, ma per la pavimentazione sconnessa che crea veri e propri trabocchetti”. Il lungomare ciclopedonale, sorto lungo la pineta litoranea verso la metà degli anni 90, è stato specificatamente costruito e progettato in maniera ecocompatibile. La pavimentazione è salda e cementata solo ai bordi, mentre l’intero percorso di mattoncini sarebbe rimuovibile proprio per consentire il livellamento del percorso, che si rende necessario per l’eliminazione dei dossi che vengono a crearsi con le radici di pini. A parte qualche sporadico intervento, l’intero lungomare risulta in vari punti sconnesso e con mattoncini rialzati che fanno cadere tanto i pedoni, quanto i ciclisti. In merito poi alla serie di controlli della municipale circa il mancato utilizzo dei nuovi contenitori per la raccolta differenziata, non sono in pochi turisti e residenti che si lamentano sul malgoverno dei contenitori dinanzi agli stabilimenti. È di pochi giorni fa la polemica circa il forte lezzo di alcuni cassonetti, che risultano sporchi o trasbordanti di pattume. “Non tutti i balneatori hanno la cura di tenere puliti ed in ordine i loro cassonetti” ribatte alquanto irritato un residente “Il caldo, la fragilità e dunque la perdita delle buste contenente l’umido o l’organico, rende necessario un meticoloso controllo dei cassonetti da parte dei gestori dei lidi. Oramai tutti o quasi gli stabilimenti sono ristoranti sul mare e sarebbe buona regola mantenere un decoroso ordine nelle aree esterne di ristoro e controllare i cassonetti”. Insomma, estate che viene e soliti piccoli problemi che si ripropongono e che rendono in qualche modo disagevole il soggiorno per i turisti. Ci si auspica che la municipale, scesa in campo con un bell’esercito di uomini, blocchetti alla mano ed il suo vero esercito mezzi (fat bike, mezzi elettrici, moto ed auto) per multare automobilisti, pedoni e ciclisti sia ben attenta anche a queste problematiche più serie e non solo alla busta lasciata distrattamente fuori il cassone o all’auto con il disco orario scaduto.
Mauro Di Concetto