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Si allarga a macchia d'olio l'inchiesta sugli appalti pilotati alla Diodoro.  Non solo Giulianova, Roseto e Silvi ma anche Mosciano Sant’Angelo finisce nell’inchiesta della procura sul business dei rifiuti in provincia di Teramo. Tra gli indagati c’è anche l’ex sindaco di Mosciano Orazio Di Marcello a cui la procura contesta, in concorso con l’imprenditore Ercole Diodoro, la turbata libertà degli incanti e l’abuso d’ufficio nell’affidamento del servizio.
Scrivono i magistrati: «Emergono gravi indizi in ordine a gravi delitti che sarebbero stati commessi in occasione di procedimenti amministrativi gestiti e definiti in seno alle amministrazioni comunali di Silvi, Roseto, Giulianova e Mosciano, e aventi ad oggetto gare di appalto indette dai predetti enti locali per l’affidamento dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani prodotti in quei territori. In particolare sembrerebbero emergere plurime condotte fraudolente poste in essere da organi di vertice e da dirigenti amministrativi dei suddetti enti locali al fine di favorire l’impresa Diodoro Ecologia srl nell’aggiudicazione delle relative gare d’appalto». E ancora scrivono i magistrati nel decreto di perquisizione: «Le ipotesi investigative ascrivono un ruolo determinante, nella commissione dei fatti illeciti oggetto di indagine, alla Diodoro ecologia, e per essa ovviamente al suo legale rappresentante Ercole Diodoro, che del resto ha visto accrescere di molto negli ultimi anni il proprio volume di affari proprio a seguito di recenti aggiudicazioni ad importanti appalti indetti da numerosi Comuni anche non abruzzesi».

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