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Sapere quanta energia si usa davvero tra le mura domestiche è il primo passo per ottimizzare i costi in bolletta e vivere in modo più sostenibile per l’ambiente.
Per ridurre gli sprechi e non impattare troppo sul pianeta, infatti, una prima cosa da fare sarebbe ad esempio capire quali sono gli elettrodomestici che pesano di più sul budget mensile.
Ma come si calcolano i consumi di energia elettrica e quali sono i fattori che influenzano maggiormente la spesa?

Come considerare il consumo medio kWh al mese
Quando si sceglie una fornitura o si valuta un cambio di gestore, le compagnie di luce e gas propongono diverse offerte che possono variare per prezzo e modalità di calcolo. Per capire qual è la soluzione più conveniente per il proprio caso, bisognerebbe conoscere il consumo medio kWh al mese, ossia quanta energia si consuma in un periodo di tempo predefinito.
Questo indicatore può essere molto d’aiuto, perché permette di:
-Valutare meglio le offerte sul mercato libero, in base al proprio fabbisogno effettivo;
-Evitare sorprese in bolletta, perché un calcolo accurato dei consumi rende più consapevoli dei costi futuri;
-Individuare eventuali cambi di abitudini: se il consumo medio kWh al mese si alzasse improvvisamente, si potrebbe avere un elettrodomestico inefficiente oppure stare adottando comportamenti poco sostenibili.

Come stimare il consumo elettrico degli elettrodomestici
La spesa più rilevante di una bolletta della luce deriva spesso dall’utilizzo degli elettrodomestici. Per calcolare il consumo in modo semplice, è sufficiente sapere due elementi fondamentali, ovvero la potenza in watt dell’apparecchio e le ore di utilizzo. Ecco i passaggi principali da eseguire:
-Convertire i watt in kilowatt: 1 kW = 1000 W. Ad esempio, se un asciugacapelli ha una potenza di 2000 W, questa corrisponde a 2 kW.
Moltiplicare i kW per le ore di utilizzo: se si utilizza l’asciugacapelli da 2 kW per mezz’ora, bisognerà fare una semplice moltiplicazione, ovvero 2 kW x 0,5 h = 1 kWh consumato.
-Ripetere l’operazione per tutti gli elettrodomestici: bisogna quindi sommare i consumi in kWh di ogni dispositivo in un giorno, una settimana o un mese.
-Moltiplicare per il costo dell’energia: a questo punto è necessario prendere il totale dei kWh consumati e moltiplicarlo per la tariffa al kWh indicata nel contratto. In questo modo, sarà possibile ottenere una stima della spesa effettiva legata a ciascun elettrodomestico.
Tuttavia, bisogna ricordare che la potenza riportata sull’etichetta dell’apparecchio corrisponde al suo valore massimo. In realtà, non sempre l’elettrodomestico lavora a pieno regime: quindi si sta facendo una stima per eccesso.
Per avere dati più precisi, sarebbe meglio ricorrere a dispositivi di monitoraggio dei consumi o alle app messe a disposizione da alcuni fornitori di energia.

Come ridurre gli sprechi e tagliare la bolletta
Calcolare i consumi è solo il primo passo; per risparmiare davvero, bisognerebbe seguire alcuni consigli per ridurre gli sprechi e tagliare i costi in bolletta:
-Scegliere elettrodomestici efficienti: una lavatrice o un frigorifero di classe energetica A consuma notevolmente meno rispetto a un modello obsoleto;
-Usare con criterio gli apparecchi: lavastoviglie e lavatrici vanno caricate a pieno carico, mentre l’asciugatrice può essere evitata nei mesi estivi;
-Occhio allo standby: televisori, console di gioco e computer consumano anche quando sono in standby. Spegnere gli apparecchi o staccare la spina, quindi, può fare davvero la differenza;
-Regolare la temperatura: dalla caldaia alla climatizzazione, occorre evitare di impostare valori troppo alti o troppo bassi. Bastano pochi gradi in meno o in più per ottenere un risparmio importante sul lungo periodo.
Insomma, sapere quanta energia elettrica si consuma effettivamente in casa può aiutare a identificare quali abitudini o dispositivi impattano maggiormente sulla bolletta e agire di conseguenza. Ne gioverà l’ambiente e anche il portafoglio.