Un’esistenza da romanzo quella di Diego de Sterlich Aliprandi, aristocratico dai tratti eccentrici e figura centrale del motorismo sportivo degli anni ’20 e ’30. Nato a Castellamare Adriatico e legato a Penne per adozione, morì a Teramo il 30 agosto di quasi mezzo secolo fa, a 78 anni. Nonostante il tempo trascorso, la sua fama resiste grazie anche al lavoro di Mario Semproni, ex sindaco di Penne e studioso delle prime corse automobilistiche, che ne sta raccontando successi e vicende in una prossima pubblicazione.
Soprannominato il “Marchese volante” e il “Re della montagna” per la sua abilità nelle cronoscalate, fu tra i primi a sostenere economicamente i fratelli Maserati, che nel 1926 presentarono la loro prima vettura con il celebre tridente. De Sterlich contribuì anche alla costruzione dell’autodromo di Monza e prese parte al Gran Premio di Monaco del 1929, il primo organizzato nel Principato.
La sua vita privata fu segnata da grandi dolori: perse l’unico figlio in tenera età e, nonostante il patrimonio familiare, morì in ristrettezze economiche. De Sterlich in seconde nozze molto più tardi sposò Vecla Fumo, la cui famiglia a Teramo gestiva l'omonimo, storico caffè.
Lasciò in eredità documenti e cimeli sportivi a Peppino Valerii, teramano legato al cinema attraverso il fratello regista Tonino. Oggi resta il mito di un aristocratico sognatore, che seppe unire passione sportiva, mecenatismo e una personalità fuori dall’ordinario.