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Nella mattinata di giovedì 27 novembre, nell’Aula Magna del Liceo Artistico “F.A. Grue” di Castelligli studenti hanno incontrato l’artista di fama internazionale, Giuseppe Stampone, nonché ex studente della stessa scuola. L’iniziativa è stata promossa da Vinicio De Benedetti e Alfredo Celli, da sempre impegnati nella valorizzazione del dialogo tra arte, territorio e nuove generazioni. Al centro della giornata, il progetto Gran Sasso, cortometraggio finanziato dal Ministero della Cultura, prodotto in collaborazione con la RAI e selezionato per la prossima Biennale del Cinema, già vincitore del Premio PAC e realizzato insieme all’artista Maria Crispal. Un’opera che racconta l’Abruzzo come terra di visioni, suoni e paesaggi interiori, dove il territorio diventa parte di una grammatica visiva: tracce, segni e disegni che si trasformano in linguaggio filmico e che narra la relazione profonda tra uomo e natura, un “sentire” capace di curare l’anima. Stampone ha guidato, dialogando con gli studenti, un percorso di riflessione sul ruolo dell’arte come pratica di studio, dedizione e consapevolezzaIl disegno – ha spiegatol’artista– è razionale e catalogatore, come una “fotocopiatrice intelligente” capace di trasformare il fluire dell’esperienza, del mondo dei social e della storia dell’arte in un pezzo unico e nuovo. Una riflessione che attraversa anche la storia della comunicazione: dai caratteri di Gutenberg, che hanno razionalizzato l’oralità, alle nuove tecnologie che oggi ridefiniscono il modo in cui registriamo e trasmettiamo il sapere. Ha raccontato come ibrand BIC gli abbia dedicato una tonalità specifica: il Blu Stamponeche lui descrive come un“olio”, un materiale capace di creare superfici stratificate e fredde, lontane dall’intimità gestuale del pittore: un rapporto diverso con l’immagine, più analitico che emozionale. Ha approfondito anche il suo metodo di lavoro: prendere opere note della storia dell’arte e rielaborarle in chiave contemporanea e concettuale.Un processo che attualizza il contenuto attraverso il filtro dei new media o del tratto manuale, invitando a riflettere sull’arte non solo come questione estetica, ma anche come atto etico.