Aveva appena finito di scaricare il furgone, di ritorno dal consueto mercato teramano del sabato, quando si è sentito male. Un infarto improvviso, che non gli ha lasciato scampo. La morte di Fabrizio Di Pietro, per molti semplicemente Fabrizio Moda, ha sconvolto colleghi, clienti e l’intera comunità del commercio locale. I commercianti che ogni settimana lo vedevano esporre la sua merce lo ricordano con affetto: una persona affabile, sempre sorridente, stimata da tutti. E soprattutto giovane, troppo giovane: aveva poco più di quarant’anni. Negli ultimi anni aveva dimostrato una notevole capacità di reinventarsi, passando dalla vendita di CD e t-shirt — un settore falcidiato dall’era digitale — all’abbigliamento, trasformando questa intuizione nel suo marchio personale, “Fabrizio Moda”. Un cambiamento che racconta la sua resilienza, la sua volontà di non arrendersi e di ricominciare. Una strada interrotta bruscamente da una tragedia che lascia sgomenti e riapre la ferita delle tante morti improvvise, difficili da accettare e da comprendere. Di Pietro era molto conosciuto non solo a Teramo, ma anche nella sua comunità d’origine, Basciano, dove era apprezzato per l’impegno, la gentilezza e la passione con cui portava avanti il suo lavoro. Oggi, a soli 42 anni, è venuto a mancare all’improvviso, poche ore dopo aver chiuso una delle bancarelle più frequentate del mercato di corso San Giorgio, sempre ricca di proposte e novità. Rientrato a casa, l’infarto lo ha colpito in modo fulminante. I soccorsi sono arrivati rapidamente, ma non c’è stato nulla da fare. È morto quasi sul colpo, lasciando nel dolore la moglie e i due figli piccoli, il più giovane di appena otto mesi. La sua scomparsa ha lasciato attoniti tanti clienti e amici. Anche il suo negozio, Fabrizio Moda, aperto tre anni fa in via Nazionale 119 a Zampitto di Basciano, era diventato un punto di riferimento molto frequentato, simbolo di un progetto costruito con anni di sacrifici e dedizione. Una vita trascorsa tra mercati e fiere in tutta la provincia, fatta di lavoro duro e soddisfazioni. Una vita spezzata troppo presto, che oggi l’intero territorio piange con commozione e rispetto.

