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WhatsApp_Image_2025-11-30_at_19.26.32_1.jpegCi sono giorni che segnano una linea, un prima e un dopo. Per il Capo Reparto Esperto Giuseppe D’Alonzo, il 1° dicembre 2025 non è soltanto la data del pensionamento: è il momento in cui si chiude un capitolo di trent’anni di servizio e se ne apre un altro, fatto di nuovi orizzonti ma anche di un’eredità che resterà scolpita nel cuore del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Teramo. Questa mattina, entrando nel distaccamento, l’aria sembrava diversa. I passi dei colleghi, più lenti. Gli abbracci, più stretti. I sorrisi, velati da una nostalgia che non si può nascondere quando a salutare è un uomo che ha dato molto più della propria professionalità: ha dato se stesso.

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Nel suo lungo percorso, D’Alonzo ha attraversato tutte le stagioni del Corpo, crescendo e facendo crescere. È stato presente negli interventi quotidiani, quelli che richiedono pazienza e competenza, ma anche negli scenari più duri: terremoti, alluvioni, emergenze che mettono alla prova la mente, il corpo e soprattutto il cuore. In ogni contesto, il suo nome è sempre stato sinonimo di affidabilità e calma, un punto fermo quando tutto intorno sembrava cedere. Non è mancato, nel suo cammino, l’impegno sindacale, svolto con quello stesso sguardo vigile e quella stessa dedizione ai problemi del soccorso che hanno guidato ogni suo gesto operativo. Chi ha lavorato con lui ricorda non solo la fermezza, ma anche l’umanità: la capacità di vedere l’uomo dietro la divisa.

Nel discorso di commiato, il Comandante Reggente, dott. Del Gallo, ha voluto sottolineare come D’Alonzo abbia saputo incarnare, giorno dopo giorno, lo spirito più autentico del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco: professionalità, appartenenza e dedizione. Valori che non si insegnano su un manuale e che diventano patrimonio vivo solo attraverso l’esempio. E l’esempio di Giuseppe rimarrà: nei colleghi più giovani che ha formato, nei compagni di squadra che ha accompagnato, nelle storie condivise nelle notti di turni infiniti e negli sguardi complici durante le emergenze. Quando, nel piazzale, il suono delle sirene si è sollevato per rendergli omaggio, molti hanno distolto lo sguardo per nascondere l’emozione. Perché ogni Vigile del Fuoco sa che dietro quell’ultimo saluto non c’è solo un lavoro che finisce. C’è una vita intera dedicata agli altri. Giuseppe ha stretto mani, abbracciato, sorriso. Ha ringraziato uno a uno i colleghi, come se in quel gesto volesse racchiudere tutto ciò che le parole non riuscivano a dire. “Vado via sereno — ha sussurrato — perché so di lasciare il Comando in mani solide. E perché quello che abbiamo costruito insieme, quello non va in pensione.”

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Ora per lui si apre un futuro diverso, fatto di tutte quelle passioni extralavorative che troppo spesso sono rimaste in secondo piano. Eppure chi lo conosce sa già che le affronterà con lo stesso impegno, perché D’Alonzo è fatto così: qualunque cosa faccia, ci mette cuore. Il Comando lo ha salutato con un semplice messaggio, ma carico di significato: “Auguri, Giuseppe.” Un augurio che suona come una promessa: la sua storia rimarrà parte della grande famiglia dei Vigili del Fuoco di Teramo.

E mentre il portone del distaccamento si richiude alle sue spalle, non è un addio ciò che lascia, ma un’eredità.
Un’eredità fatta di coraggio, di sacrificio, di umanità.
Un’eredità che nessun pensionamento potrà mai spegnere.