L’intera comunità si è stretta oggi attorno alla famiglia di Paolo Cocco, il fotografo e grafico abruzzese di 41 anni morto a inizio novembre dopo essere stato travolto da una valanga durante la scalata al Dolma Khang, in Nepal. Nella sala consiliare del Comune è stata esposta l’urna con le ceneri dell’alpinista, e un lungo, composto abbraccio collettivo ha accolto parenti, amici e concittadini accorsi per l’ultimo saluto.
Alla cerimonia erano presenti anche i genitori di Marco Di Marcello, il teramano che si trovava in missione con Cocco e il cui corpo, a differenza di quello dell’amico, non è stato ancora individuato. Una presenza che ha aggiunto ulteriore emozione a una giornata già segnata dal dolore.
Nel pomeriggio si sono svolti i funerali, che hanno visto la chiesa di Fara San Martino riempirsi all’inverosimile: cittadini, appassionati di montagna, associazioni e autorità hanno voluto testimoniare affetto e vicinanza alla famiglia. Presenti anche il parlamentare Etel Sigismondi e il sindaco Antonio Tavani, che hanno espresso cordoglio a nome delle istituzioni.
Durante l’omelia, il sacerdote ha ricordato non solo Paolo, ma anche Marco Di Marcello, ancora disperso nella stessa area del Nepal. «Due giovani uomini uniti dalla passione per la montagna e dal desiderio di mettersi al servizio degli altri», ha sottolineato il parroco, dando voce alla commozione dei presenti.
Cocco, già vicesindaco del paese e figura molto conosciuta nel mondo della fotografia e della grafica, aveva un progetto che gli stava particolarmente a cuore: realizzare un mini impianto eolico in un villaggio del Nepal situato a 4.000 metri di altitudine. Un’idea nata durante una delle sue missioni umanitarie e che sperava di concretizzare al più presto.
Proprio per portare avanti questo sogno, amici e amministratori locali hanno deciso di avviare una raccolta fondi. «Paolo credeva profondamente in questo progetto – ha detto il sindaco Tavani, legato a Cocco da una lunga amicizia – e vogliamo che diventi realtà». Il primo cittadino aveva accompagnato la madre di Paolo in Nepal nei giorni successivi alla tragedia, gestendo le pratiche necessarie per il rientro del corpo.
Ieri, alla vigilia dei funerali, si era già svolta una cerimonia di commemorazione molto partecipata, segno dell’impronta che Paolo Cocco aveva lasciato nella sua comunità. Oggi, con l’ultimo saluto pubblico, Fara San Martino ha voluto non solo piangere la sua scomparsa, ma anche impegnarsi a custodire e portare avanti il suo impegno umano.


