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Sono pasta e salumi, e in via cautelativa anche alcuni formaggi, gli alimenti finiti al centro degli accertamenti avviati dopo l’intossicazione alimentare che, nella sera di San Silvestro, ha coinvolto una quarantina di persone nel Chietino. Tutti avevano consumato un cenone d’asporto, ordinato per la notte di Capodanno. I sintomi accusati – fortunatamente di entità contenuta – hanno comunque reso necessario il ricorso alle cure ospedaliere. I pazienti sono stati distribuiti tra i presìdi di Pescara, Chieti e Popoli. La maggior parte è già stata dimessa, mentre solo pochi restano in osservazione. Gli accertamenti dei carabinieri del NAS e del Sian si stanno concentrando sugli ingredienti utilizzati nei primi piatti e su alcuni salumi serviti come antipasto, ritenuti al momento gli elementi più critici del menù. Tutte le persone coinvolte avevano ricevuto il cenone dalla stessa attività di Torrevecchia Teatina. Secondo quanto riferito dai titolari, i casi di malessere sarebbero circoscritti a un numero limitato di consegne, effettuate in una ristretta fascia oraria del pomeriggio, mentre la stragrande maggioranza dei pasti non avrebbe causato problemi. Non viene esclusa, dagli inquirenti, neppure l’ipotesi di una conservazione non corretta degli alimenti dopo la consegna, elemento che potrebbe aver inciso sulla sicurezza dei prodotti.