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Il dolore per quanto accaduto a Crans-Montana attraversa i confini e raggiunge Pineto, coinvolta in queste settimane in un percorso di avvicinamento istituzionale con la località alpina. Un cammino avviato ufficialmente il 30 dicembre e destinato a culminare, entro la fine del mese, con la sottoscrizione di un Patto di amicizia tra le due città, ora segnato da una tragedia che ha provocato vittime e feriti a seguito di un incendio divampato in un locale. A nome dell’intera comunità pinetese, il sindaco Alberto Dell’Orletta e l’amministrazione comunale hanno espresso «profondo cordoglio e sincera vicinanza alla comunità di Crans-Montana», rappresentata dal sindaco Nicolas Féraud, «alle famiglie delle vittime e a tutte le persone coinvolte nel grave evento». Un messaggio che sottolinea come Pineto «si unisca al lutto della popolazione di Crans-Montana», manifestando solidarietà e rispetto mentre proseguono le operazioni di soccorso. Lo sguardo resta rivolto anche ai prossimi appuntamenti istituzionali. La visita prevista per il 30 gennaio, quando è in programma la firma ufficiale del Patto di amicizia, «assumerà un valore ancora più intenso, nel segno della vicinanza, della cooperazione e dei principi che uniscono le due comunità», spiegano dal Comune. Alla base dell’intesa c’è la volontà di mettere in relazione realtà diverse ma affini per vocazione: da un lato il mare e l’area marina protetta del Cerrano, dall’altro il contesto alpino e la forte identità turistica di Crans-Montana. Un rapporto rafforzato anche dalla presenza, nella regione svizzera, di numerosi emigrati abruzzesi, ormai parte integrante del tessuto sociale e lavorativo locale. A favorire il dialogo tra Pineto e la Svizzera francese è stato Antonio Cogliandro, pinetese residente all’estero, ideatore del progetto Bridge, un programma di sviluppo patrocinato dal Comune con l’obiettivo di promuovere scambi culturali ed economici. «Sono ore drammatiche per gli abruzzesi che vivono in Svizzera», racconta Cogliandro. «In quella zona sono in molti, tra residenti e lavoratori stagionali. Molti operano o frequentano locali come quello colpito dall’incendio. Il pensiero va alle famiglie coinvolte».

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