Dalla Venere di Botticelli alla maiolica di Castelli, il passo è breve. E soprattutto è teramano. Nella nuova declinazione della campagna ministeriale “Open to Meraviglia” — che nel frattempo ha cambiato pelle e nome, ribattezzandosi con disinvoltura “Welcome to Meraviglia” — la promozione del turismo italiano passa anche dalla porcellana. Teramana. Il Ministero del Turismo guidato da Daniela Santanchè ha infatti deciso di puntare sull’eccellenza artigianale abruzzese, autorizzando l’acquisto di 300 piattini in maiolica realizzati a mano a Castelli. Ogni pezzo, dal diametro di 25 centimetri, raffigura la Venere: non quella in carne e ossa che ha animato gli spot recenti, ma l’originale, quella classica, ispirata direttamente al capolavoro botticelliano. La scelta arriva a completamento di una campagna già segnata da polemiche e rilanci. Solo poche settimane fa era stata inaugurata una nuova fase promozionale, finanziata con 138 mila euro, che ha riportato in scena la Venere “umana”, interpretata dall’attrice Francesca Faccini. Un ritorno accolto dal ministero come una svolta quasi epocale: meno digitale, più presenza fisica, più “sguardo umano”. Peccato che, sui social, la Venere in carne e ossa sia rimasta piuttosto defilata, lasciando spazio a borghi, panorami e riprese con drone. Ora però la Venere si moltiplica. Non cammina più tra piazze e musei, ma finisce incorniciata su piattini destinati a diventare omaggi istituzionali. Secondo gli atti ufficiali, le ceramiche saranno donate durante cerimonie ed eventi di alto profilo, in presenza di rappresentanti di Stati esteri e autorità di rango equivalente a quello del ministro. Un souvenir di pregio, pensato anche per accompagnare missioni all’estero e assolvere a funzioni di rappresentanza e promozione dell’immagine italiana. L’operazione rientra comodamente sotto la soglia dei 140 mila euro, consentendo al ministero di procedere con affidamento diretto. Il preventivo accettato è quello della Ceramiche Simonetti di Castelli: 21.490 euro più Iva, per un totale di 26.217 euro. Una cifra contenuta, se rapportata all’ambizione della campagna e alla volontà di coniugare turismo, identità e manifattura artistica.

