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1000264475.jpg1000264459.jpgOltre 18mila presenze, secondo le stime degli organizzatori, per la 76esima edizione della Fiera dell’Epifania a L'Aquila. La storica manifestazione, organizzata dalla Fiva - Confcommercio in collaborazione con il Comune, ha richiamato migliaia di visitatori da tutta Italia, in particolare dalle regioni limitrofe all’Abruzzo, oltre a numerosi aquilani. Il percorso ad anello, affollato per tutta la giornata, ha ospitato complessivamente 295 bancarelle: 271 posteggi assegnati agli operatori su aree pubbliche, 10 riservati a Coldiretti e 14 agli operatori artigianali. La Fiera si è snodata lungo le principali vie del centro storico, tra Corso Federico II, piazza Duomo, Corso Vittorio Emanuele, San Bernardino, via Panfilo Tedeschi, via Signorini Corsi, via Zara, via Castello, via Malta, Fontana Luminosa, viale Gran Sasso e via Tagliacozzo. «Le presenze sono state leggermente inferiori rispetto alla scorsa edizione, soprattutto in mattinata, a causa del maltempo», ha spiegato Alberto Capretti, presidente Fiva-Confcommercio e Confcommercio della provincia dell’Aquila. «Nel pomeriggio la situazione si è stabilizzata, con punte di circa 10mila presenze contemporaneamente lungo il tracciato dei banchi. Un successo che ci gratifica e premia lo sforzo organizzativo portato avanti insieme all’amministrazione comunale». Grande attenzione è stata riservata alla sicurezza, con presidi delle forze dell’ordine nei principali varchi di accesso e controlli contro l’abusivismo. «Un’azione sinergica che ha permesso lo svolgimento ordinato di uno degli eventi più importanti e attesi anche a livello nazionale», ha sottolineato Capretti, ringraziando la Prefettura, le Forze dell’ordine e la Polizia locale per la disponibilità e la professionalità dimostrate. Come da tradizione, l’offerta merceologica è stata ampia e variegata: abbigliamento e pelletteria da Toscana, Lombardia e Liguria; prodotti alimentari e piadine dall’Emilia-Romagna; panini, supplì e olive ascolane dalla Puglia; cannoli e dolciumi da Umbria, Marche e Campania; salumi e formaggi da Lazio e Calabria, oltre ai prodotti tipici abruzzesi come pecorino, ricotta, salumi, tartufi, miele e zafferano. Immancabili anche la bigiotteria artigianale, i casalinghi, le spezie e i profumi. «Vedere il centro storico affollato di aquilani e turisti, dopo gli anni difficili del post-terremoto e del Covid, è un forte segnale di socializzazione e di rivitalizzazione economica», ha concluso Capretti. «Quest’anno la Fiera dell’Epifania assume un valore ancora più rilevante perché apre il 2026, anno dell’Aquila Capitale italiana della Cultura, diffondendo i valori di una tradizione che è memoria collettiva e un potente catalizzatore turistico». L’area della Fiera è stata presidiata da circa 50 steward e cinque ambulanze per i soccorsi sanitari, con l’impiego di un centinaio di uomini delle forze dell’ordine.