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Gli studenti delle classi quinte del Liceo scientifico annesso al Convitto nazionale Melchiorre Delfico alzano la voce e annunciano la possibilità di uno sciopero a partire da domani mattina. Una presa di posizione netta, maturata dopo settimane di attesa e culminata in una lettera formale indirizzata alle istituzioni scolastiche e amministrative del territorio. Al centro della protesta c’è la ricollocazione delle classi V A e V B. Attualmente dislocati presso la sede del Consorzio, gli studenti chiedono che il trasferimento avvenga all’interno dell’edificio principale del Forti, escludendo i moduli esterni. Una richiesta che, spiegano, non nasce da un capriccio ma da esigenze didattiche, organizzative e di sicurezza, particolarmente rilevanti nell’ultimo e decisivo anno di scuola, anche in vista dell’Esame di Maturità. Nella missiva, firmata dagli allievi e dalle allieve delle due quinte e inviata alla dirigente scolastica, all’Ufficio scolastico provinciale e regionale, al sindaco e al presidente della Provincia, vengono elencate criticità precise: dall’isolamento rispetto alle altre classi quinte già collocate al Forti, alle difficoltà logistiche che ostacolano il normale svolgimento della vita scolastica, fino a situazioni considerate inadeguate sotto il profilo della sicurezza, come aule prive di porta o di spazi minimi funzionali. Tutti elementi che, secondo gli studenti, rendono il “tempo scuola” gravoso e diseguale. Di fronte alla mancanza di risposte concrete, i ragazzi fanno sapere di essere pronti a fermarsi. Lo sciopero, spiegano, rappresenterebbe l’ultima forma di protesta per richiamare l’attenzione su una condizione che giudicano non più sostenibile, soprattutto in una fase conclusiva del percorso scolastico che richiederebbe stabilità e un contesto adeguato. Ora la palla passa alle istituzioni. Nelle prossime ore si capirà se arriverà un segnale di apertura capace di scongiurare lo stop alle lezioni o se la protesta degli studenti del Delfico diventerà realtà già da domani.
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