
La nevicata più consistente ha interessato il massiccio del Gran Sasso, ma buoni accumuli si registrano anche sull’Altopiano delle Rocche. Arrivata dopo la fine delle festività natalizie, la neve è caduta copiosa su gran parte della montagna abruzzese. A Campo Imperatore si sono superati gli 80 centimetri, con accumuli che in alcune zone raggiungono i 2,30 metri. A Campo Felice gli accumuli oscillano tra i 70 e gli 80 centimetri sopra quota 1.600 metri. Nell’Alto Sangro le nevicate sono state più modeste, attorno ai 15 centimetri, ma l’innevamento artificiale consente comunque una buona tenuta della stagione. Sul fronte degli impianti, il Gran Sasso e l’Altopiano delle Rocche guardano con ottimismo alle prossime settimane grazie all’abbondanza di neve, che potrebbe permettere un allungamento della stagione sciistica. A Campo Felice è attualmente aperto circa il 50 per cento delle piste: le temperature previste in forte calo, fino a –10 gradi, dovrebbero consentire l’uso intensivo dei cannoni per ampliare l’offerta sciabile. Buone le presenze registrate durante le festività e positive anche le prenotazioni per le settimane successive. Nel comprensorio dell’Alto Sangro è operativo circa il 40 per cento degli impianti. Nonostante le difficoltà meteo, l’area continua a far registrare un buon afflusso di turisti, confermandosi tra le più attrattive della regione, anche se le prenotazioni restano strettamente legate all’andamento delle precipitazioni. La chiusura della stagione resta comunque prevista tra la fine di marzo e l’inizio di aprile. Situazione opposta sulla Maiella, dove la neve caduta è stata insufficiente per consentire l’apertura degli impianti. Dopo le presenze legate alle festività dell’Epifania, il flusso turistico si è drasticamente ridotto. Da segnalare infine la bella nevicata anche ai Prati di Tivo, dove però la stazione sciistica resta ferma. Si guarda ora alla data del 15 gennaio, quando è previsto l’avvio della procedura da parte dell’ufficiale giudiziario per il rientro in possesso degli impianti dal gestore Finori e la riconsegna alla Gst. Resta invece ancora senza risposte il futuro di Prato Selva, stazione sciistica in stato di abbandono da decenni, in attesa di un progetto concreto di rilancio.

