Bisognerà attendere ancora quasi un anno per conoscere l’esito definitivo della controversia civile sugli impianti di risalita dei Prati di Tivo. La sentenza della Corte d’appello dell’Aquila, chiamata a dirimere il contenzioso tra Marco Finori e la Gran Sasso Teramano, è stata infatti rinviata al 1° dicembre 2026. Lo stabilisce l’ordinanza firmata dalla giudice Nicoletta Orlandi, presidente del collegio, nell’ambito della causa per la restituzione della seggiocabinovia e degli altri impianti della stazione sciistica dei Prati di Tivo. Fino a quella data, e nonostante il ricorso presentato da Finori contro il rigetto della richiesta di un nuovo sequestro dei beni, la Gran Sasso Teramano avrà piena facoltà di decidere come procedere nella gestione delle proprie infrastrutture. Sul piano formale, dunque, la società potrà scegliere se avviare una gestione diretta oppure se predisporre un bando per l’affidamento a terzi. Il rinvio della sentenza non rappresenta quindi un ostacolo a una possibile riattivazione della stazione, anche in vista della stagione estiva, qualora sussistano le condizioni tecniche e organizzative per farlo. Intanto è già fissata una data cruciale: il 15 gennaio la Gran Sasso Teramano rientrerà materialmente in possesso degli impianti. Sarà l’ufficiale giudiziario a sovrintendere alla riconsegna e a verificare lo stato dei beni, procedendo a una stima delle condizioni in cui verranno restituiti. Un passaggio decisivo per definire i prossimi scenari operativi del comprensorio.

