Nulla di fatto dalla riunione che si è svolta nel pomeriggio in Provincia tra gli studenti in sciopero del Convitto Delfico – indirizzi coreutico e scientifico – e le istituzioni. All’incontro era presente anche il presidente della Consulta provinciale degli studenti, Lorenzo Di Alessandro. Il confronto non ha portato ad alcun accordo tra studenti, Provincia e dirigenza scolastica. Di conseguenza, lo sciopero prosegue. Secondo quanto riferito dai rappresentanti degli studenti, nel corso della riunione la dirigente del convitto avrebbe accusato i ragazzi di portare avanti un’azione “privatistica”, un’affermazione che ha ulteriormente irrigidito il clima. «Siamo stati accusati di questo dalla nostra dirigente – spiegano gli studenti tramite Filippo Brucchi– una dirigente che dovrebbe difenderci e non attaccarci. Siamo tornati qui per tentare di riaprire un dialogo, ci era stata promessa una soluzione che però non è arrivata. Siamo di nuovo punto e a capo e quindi continueremo lo sciopero». Alla richiesta della dirigente di rientrare in aula già da domani, la risposta degli studenti è stata netta: la protesta non si fermerà, anzi si allargherà. «Insieme alla Consulta – spiegano – estenderemo lo sciopero. Ci saranno anche le scuole che stanno vivendo disagi strutturali, come il Liceo Pascal, il Liceo Classico Delfico e il Istituto Milli, che da giorni affrontano problemi come la mancanza di riscaldamento». Gli studenti riferiscono di non aver ricevuto risposte concrete, ma solo accuse di strumentalizzazione della protesta. «Dire a dei ragazzi che si battono per la propria scuola e per i propri diritti che stanno strumentalizzando una protesta è inaccettabile. Siamo stati processati e ci siamo sentiti profondamente avviliti». La mobilitazione, dunque, continuerà: domani mattina gli studenti saranno di nuovo fuori, davanti al modulo, confermando lo stato di agitazione e annunciando ulteriori iniziative nei prossimi giorni.


